Ospedale Borgo Trento, Bigon: «Zaia riferisca del citrobacter in commissione»

Nel frattempo sono tornate operative le terapie intensive neonatale e pediatrica del nosocomio, spostate nel padiglione 13 per permettere la bonifica dell'area in cui potrebbe essersi annidato il batterio killer

(Foto di repertorio)

Sono tornate operative le terapie intensive neonatale e pediatrica dell'ospedale veronese di Borgo Trento, spostate nel padiglione 13 per permettere la bonifica dell'area in cui erano collocate in precedenza. E rimane aperto solo per i parti di emergenza il punto nascita del nosocomio di Verona, interessato dalle indagini della magistratura e di una commissione medica per alcuni casi di infezione di citrobacter, un batterio che avrebbe provocato la morte o la disabilità di almeno un dozzina di neonati.
L'indagine della magistratura è partita da Genova, dove è morta una bimba di 7 mesi, nata nell'ospedale di Borgo Trento dove potrebbe aver contratto il citrobacter che l'ha uccisa. La mamma di questa bambina si è rivolta alla Procura di Genova ed ora si rivolgerà anche a quella di Verona per chiedere giustizia.

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Questa madre, come tutti ormai, vuole sapere se l'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona ha delle responsabilità nella morte di questi bambini a causa del citrobacter. Per questo sono in corso dall'inizio di questa settimana anche le verifiche di una commissione composta da quattro medici che stanno visionando cartelle cliniche e tutto il resto per scovare eventuali anomalie. Quanto tempo ci impiegherà questa commissione non è dato saperlo, ma sul suo lavoro fa affidamento il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il quale ha manifestato apprensione per la vicenda durante l'incontro avuto a Verona con il leader della Lega Matteo Salvini.
E proprio il contesto scelto da Zaia per le sue dichiarazioni non è piaciuto alla consigliera regionale veronese del Partito Democratico Anna Maria Bigon. «La situazione dell'ospedale veronese di Borgo Trento è particolarmente grave, perciò è giusto fare chiarezza e dare risposte nelle sedi deputate, a partire dalla commissione regionale sanità. Il presidente Zaia venga a riferire in audizione anziché improvvisare conferenze stampa dal sapore elettorale».

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