Commissione ispettiva sul caso citrobacter, PD: «Meglio tardi che mai»

I consiglieri regionali Bigon, Azzalin e Fracasso contro Zaia: «In un anno e mezzo non ha fatto niente». E Brusco del Movimento 5 Stelle aggiunge: «Sanità regionale fuori controllo»

Bimbo in una incubatrice (Foto di repertorio)

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è ancora il bersaglio di attacchi politici sul «caso citrobacter», il batterio che in due anni avrebbe infettato circa una dozzina di neonati nell'ospedale veronese di Borgo Trento, provocando almeno tre decessi. Dopo la chiusura del punto nascite di Verona (sono ammessi solo parti di emergenza), è iniziato il lavoro di una commissione, a cui si aggiungerà quello di una commissione ispettiva nominata dalla Regione ed annunciata ieri, 18 giugno, proprio da Zaia.

L'attuale mancanza di risposte del presidente regionale è già stata criticata dalla consigliera comunale del Partito Democratico di Verona Elisa La Paglia, a cui si aggiungono le parole dei consiglieri regionali, sempre del PD, Anna Maria Bigon, Graziano Azzalin e Stefano Fracasso: «La Regione attiverà una commissione ispettiva per il caso del citrobacter nell'ospedale di Borgo Trento: meglio tardi che mai, il primo caso risale a novembre 2018 e purtroppo non è rimasto isolato. Perché in questo anno e mezzo non è stato fatto niente? - chiedono i consiglieri regionali - Speriamo solo di non dover attendere un altro anno prima di passare dalle chiacchiere ai fatti».

Ed anche il Movimento 5 Stelle si muove contro Zaia, accusandolo di gettare fumo negli occhi dei cittadini veneti. Il consigliere regionale Manuel Brusco ha affermato: «La sanità regionale è fuori controllo. Non c'è un sistema di monitoraggio centralizzato, le Ulss amministrano per conto loro, non circolano informazioni e l'assessorato non sa nulla. Esattamente ciò che si è verificato anche per le morti da Covid nelle rsa. Quindi, quando parla dei risultati della sanità regionale, il governatore di cosa parla? Di sicuro sappiamo di cosa non parla: dei tagli ai costi, della mancanza di pianificazione del personale sanitario, della chiusura di presidi sul territorio puntando su megastrutture affollate e senza alternative. E nemmeno parla della gestione tutta politica di molte Ulss, ormai più centri di potere che luoghi di amministrazione».

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E il «caso citrobacter» è stato al centro anche di Diretta Verona, rubrica in onda su Telearena. Tra gli ospiti, è intervenuto l'infettivologo Ercole Concia, il quale ha raccontato che un caso simile a quello di Verona era capitato anche a Pavia, dove per risolvere il problema è stato necessario chiudere tutto, come fatto soltanto ora dall'ospedale di Borgo Trento. Concia ha infatti spiegato che il citrobacter è un batterio molto insidioso. Presente anche Massimo Franchi, direttore del dipartimento materno-infantile dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata. Franchi ha dichiarato che quanto accaduto è un dramma anche per i medici ed ha aggiunto anche non ci sono rischi per le mamme che hanno partorito nei mesi scorsi. Massimo Franchi si è poi anche difeso dall'accusa di non aver dato informazioni complete alle mamme, dicendo che l'informazione non è stata carente da parte dell'ospedale.

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