Cronaca Borgo Trento / Via Isonzo

Verona, Giacino e l'imprenditore: un tariffario per i palazzi da costruire e le tangenti "da rispettare"

La Procura raccoglie pagine di testimonianze del costruttore Leardini sulle aree Peep. Le precauzioni: niente cellulari e foglietti scritti a mano con le domande sulla lettera anonima di denuncia del "Corvo"

Sono pagine di testimonianze quelle raccolte dalla Procura sull’affaire Giacino. E spuntano anche presunti tariffari con cui l’ex vicesindaco si rivolgeva all’imprenditore edile Alessandro Leardini. Varianti, Piani urbanistici, progetti per zone da riqualificare in città e provincia attraverso le aree Peep, di edilizia economico-popolare. Da qui le presunte tangenti che il costruttore avrebbe versato all’amministratore pubblico. Con lui Giacino avrebbe intrattenuto rapporti privati nel quale sarebbero anche stati avanzati foglietti scritti a mano con alcune domande, al quale Leardini avrebbe dovuto rispondere comunque per iscritto. “Niente cellulari” sarebbe stata la regola. Così anche in un faccia-a-faccia che la moglie dell’ex vicesindaco, l’avvocato Alessandra Lodi, tenne nell’ufficio dell’imprenditore nel maggio 2013.

Lo avrebbe avvisato della lettera anonima del “Corvo”, la stessa dalla quale scaturirono i primi accertamenti con successive acquisizioni di documenti in municipio e nell’ufficio privato di Giacino. Le domande “scritte” da Giacino e riportate in un foglietto consegnato a Leardini al termine di un incontro ufficiale in Comune (per parlare dell’ex caserma Passalacqua) avrebbero riguardato il contenuto della missiva del “Corvo”, che riportava le aziende in riferimento principale alla ristrutturazione del super attico dei coniugi a Borgo Trento. Come spiega l’Arena, Giacino avrebbe chiesto se il legale del costruttore era a conoscenza della vicenda.

“Si faceva riferimento al fatto che Leardini avrebbe dovuto sostenere che le fatture pagate alla Lodi erano riferite ad effettivi incarichi svolti dalla professionista”

LA "BELLA VITA" DI GIACINO CHE COSTA: "VESTITI, AUTO, ATTICO PAGATO CON LE TANGENTI"

Come ricostruito dalla Procura, una tangente da 300mila euro riguardava il bando di una variante con cui Leardini avrebbe recuperato i soldi non rientrati dall’esproprio comunale del terreno in un area Peep. Lui si sarebbe rivolto a Giacino il quale avrebbe chiesto 12 euro a metro cubo sull’intera area divisa in edilizia convenzionata, in affitto convenzionato e parte da cedere all’Ater. I due avrebbero trovato poi accordo in 12 euro per il 60 percento dell’edilizia convenzionata e sei euro al metro cubo sul 20 percento dell’affitto. Uno screzio tra i coniugi Giacino e l’imprenditore si verifico a seguito della richiesta della variante a San Michele Extra rigettata dal Comune nell’estate 2010. Leardini avrebbe ritardato il pagamento dell’ultima quota da 50mila euro della tangente da 300mila. Fu a quel punto che Giacino riprese il suo comportamento, come spiega il quotidiano locale

“dicendogli che non era quello il modo di comportarsi, che bisognava essere puntuali negli impegni presi e che avrebbe dovuto fissare un appuntamento con la moglie, che avrebbe definito Leardini un ‘fancazzista’ ”


I contanti, come ricostruito dalla Procura, sarebbero poi arrivati in una busta, consegnata ad Alessandra Lodi, accompagnata in auto dal marito.

LA LETTERA DEL "CORVO"
Corvo scaligeroWatermark

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