I dubbi di alunni e insegnanti: le scuole quando riapriranno? Quando si tornerà negli atenei?

Non solo date, ma anche modalità (guanti, mascherine?): le tante incognite dell'istruzione

Scuola - immagine d'archivio

La "fase 2" quasi sicuramente non prevederà la riapertura delle scuole in Italia. È una delle poche certezze che al momento si hanno, mentre restano comunque moltissime le incognite che riguardano sia studenti che insegnanti. Se vi sarà un ritorno tra i banchi di scuola, questo non dovrebbe avvenire prima di settembre. Tutto però resta vincolato all'andamento dei contagi e, vero spauracchio, c'è da capire come si comporterà il virus durante la prossima stagione autunnale e cosa la scienza sarà riuscita a fare nel frattempo in termini di ricerca del vaccino.

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha finora posto innanzi a tutto l'esigenza di avere la massima cautela nel valutare le ipotesi di un ritorno a scuola. Per questo le ipotesi di riapertura nelle zone meno colpite, piuttosto che per i soli "maturandi" paiono ogni giorno che passa essere sempre più improbabili. Gli esami di maturità saranno verosimilmente fatti a distanza, online, e non in presenza, come invece anche alcuni studenti avrebbero preferito e chiesto alla stessa ministra dell'Istruzione. Al riguardo non è però possibile escludere che qualcosa cambi se i dati dovessero migliorare drasticamente nel prossimo futuro.

Il 17 aprile la ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza attuativa del decreto legge dell'8 aprile su "Esami e valutazione" che, in ragione dell’emergenza coronavirus e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede per quest’anno una commissione formata da sei commissari interni e dal presidente esterno. «In questo modo - ha spiegato la ministra Azzolina - gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto».

Dando per assodato che il rientro tra i banchi di scuola avvenga non prima di settembre, vi è poi tutto il capitolo che riguarda il "come" vi si potrà fare ritorno. Si dovranno indossare guanti e mascherine? I banchi dovranno essere distanziati? Come si farà con le classi particolarmente numerose? Come funzioneranno le ricreazioni, si dovranno mantere le distanze di sicurezza dai compagni di scuola? E il servizio mensa nei vari istituti subìrà delle modifiche? Domande alle quali oggi appare davvero difficile rispondere nel concreto. Tanto dipenderà probabilmente anche da come ci si sarà mossi su altri fronti durante la stagione estiva, dalle spiagge piuttosto che nei bar o ristoranti e se davvero l'obbligo di uscire di casa sempre e comunque con indosso i dispositivi di protezione sarà diventata una costante per tutti, oppure ad un certo punto sarà invece venuto a mancare. 

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Altro capitolo molto importante e delicato è poi quello legato al mondo universitario, del quale oggi si parla decisamente meno e questo dà non poco da pensare. La sensazione è che si stia dando un po' per scontata la possibilità di sfruttare più diffusamente e più a lungo nel tempo in modo quasi "naturale" la didattica online in ambito universitario, come se l'insegnamento in presenza nelle aule accademiche fosse da considerarsi superfluo. Fatti una volta lezioni, esami e lauree online, parrebbe si possano fare per sempre. Resta da capire se non si rischi comunque di "perdere" qualcosa anche in ambito universitario rinunciando alla presenza fisica degli studenti nelle aule e negli spazi accademici. Ma in merito, come detto, vi sono per ora solo mezze parole e sensazioni, ben poco di scritto e, certamente, spetterebbe comunque alla comunità universitaria, in primis forse proprio ai docenti, far sentire la loro voce in materia.

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