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Crisanti: «Giovani non andavano vaccinati con AstraZeneca». Sui richiami con vaccino diverso: «Non ci sono dati»

Il professor Andrea Crisanti insiste anche sulla necessità di tracciare i contagi, perché «i vaccini non eliminano completamente la fragilità, basta guardare quello che sta succedendo in Inghilterra»

Il professor Andrea Crisanti

«Per uscire da questa situazione i vaccini sono lo strumento fondamentale, ma i vaccini non eliminano completamente la fragilità, basta guardare quello che sta succedendo in Inghilterra con Boris Johnson che aveva annunciato di liberalizzare tutto il 21 giugno, ma sulla base dei contagi e della nuova variante sta pensando di riconsiderare la strategia originale». A dirlo è il professore ordinario di Microbiologia all'università di Padova Andrea Crisanti, intervistato a Mezz'Ora in più da Lucia Annuziata. Il microbiologo ha quindi aggiunto che da questa crisi «se ne esce sia utilizzando i vaccini in maniera appropriata, sia realizzando finalmente un programma nazionale di sorveglianza, perché è proprio quando i casi diminuiscono che questo ha una maggiore efficacia».

Dopo aver quindi rivendicato la necessità di procedere con un sistematico tracciamento dei contagi per contenere la diffusione del virus, affiancando tale strategia al piano vaccinale, il professor Andrea Crisanti è intervenuto direttamente sul tema delle vaccinazioni. In particolare, Crisanti ha commentato la discussione in atto che ruota attorno al vaccino prodotto da AstraZeneca e le recenti disposizioni contenute in una circolare del ministero della Salute, in base alle quali tale vaccino andrà riservato in Italia solo agli over 60, mentre chi lo avesse già ricevuto in prima dose, ma essendo anagraficamente più giovane, dovrà concludere il ciclo con un altro vaccino, Moderna o Pfizer, procedendo così alla cosiddetta "vaccinazione eterologa". Il professor Andrea Crisanti ha usato parole molto chiare: «C'è stato un gravissimo errore di comunicazione, perché bisognava dire: "Questi vaccini sono approvati in via emergenziale e quindi via via che si accumulano dati cambieremo le indicazioni"».

Commentando poi l'idea di procedere con un vaccino diverso per gli under 60 rispetto a quello di AstraZeneca il professor Andrea Crisanti ha aggiunto: «Questa è una situazione in cui non ci saremmo dovuti trovare, perché i vaccini a vettore virale ai giovani non si sarebbero dovuti dare. Le indicazioni dell'Ema e del Comitato tecnico scientifico erano chiare: "Preferenzialmente agli over 60" e preferenzialmente in italiano significa in assenza di alternative nell'ambito delle possibilità. Quindi, siccome le allternative c'erano poiché c'erano a disposizione sia i vaccini Pfizer che Moderna, i giovani non dovevano essere vaccinati con i vaccini a vettore virale. Adesso a questo pasticcio si cerca di rimediare con la "doppia" vacccinazione. Io personalmente penso che dal punto di vista immunologico e scientifico non ci dovrebbero essere problemi, - ha concluso il professor Andrea Crisanti - però rimane il fatto che implementiamo e raccomandiamo una misura che dal punto di vista sperimentale non è supportata da dati sufficienti per dimostrare, primo, che è sicuro e, secondo, che induce un'immunità protettiva».  

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