Nel Veronese 73 case di riposo per 5.884 utenti: «Sono 1.300 i tamponi realizzati finora»

Nelle strutture residenziali veronesi il numero dei morti nell'ambito dell'epidemia è pari a 21. Nei prossimi giorni saranno create delle apposite "Unità speciali di continuità assistenziale"

Il direttore dell'Ulss9 Pietro Girardi

Il direttore dell'Ulss9 Scaligera Pietro Girardi nel corso di una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione per quel che riguarda le case di riposo nel territorio veronese: «In provincia di Verona ci sono 73 strutture residenziali, - ha spiegato Girardi - quasi una per Comune: sono 12, 21, 16 e 24 nei vari distretti per un totale di 5.884 utenti accolti nelle case di riposo. L'attenzione nei confronti di queste persone, le nostre radici familiari, deve essere massima».

«Ieri c'è stato un tavolo e la regione ha varato anche un piano apposito per le case di riposo. - ha quindi sottolineato il direttore Girardi - Per diverse persone nelle case di riposo si sono verificati contagi e purtroppo anche dei decessi. La regione ha emanato un'indicazione che riguarda gli aspetti di supporto che l'amministrazione Ulss dovrà dare nell'ambito dell'igiene pubblica delle singole case di riposo, con la creazione di gruppi di "Unità speciale di continuità assistenziale" (Usca ndr) che ruoteranno attorno alle figure fondamentali dei medici di medicina generale e ai pediatri, oltre che agli infermieri. Ogni 50mila abitanti verranno create le unità operative "Usca" e ognuna di queste unità avrà poi un'espressione suddivisa per 8.500 dei 50mila abitanti».

Il piano della regione prevede in particolare anzitutto la «valutazione del rischio per ogni singola struttura» in relazione all'epidemia. Si partirà cioè dai «dati di positività» tra degenti e personale nelle case di riposo, per arrivare a comprendere la necessità dei dispositivi di protezione e fare quindi una valutazione degli acquisti per ciascuna struttura. «Il piano dei tamponi è già partito e sono state completamente rilevate due case di riposo, - ha sottolineato ancora il direttore Girardi - mentre altre erano già state fatte per i problemi riscontrati. Vi sono alcune difficoltà nel reperimento dei materiali per la diagnostica e la realizzazione dei tamponi, ma intanto proseguiamo con quello che abbiamo. Ad oggi, - spiega il dott. Giarardi - sono circa 1.300 i tamponi realizzati sulle case di riposo seguendo la programmazione. Per quel che riguarda la parte domiciliare della realizzazione dei tamponi, è importante ricordare che la visita verrà debitamente annunciata agli interessati, in modo da evitare che malintenzionati possano inserirsi in quest'attività».

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Tra le case di riposo dove sono già stati effettuati diversi tamponi vi sono quelle di Villa Bartolomea, Colà di Lazise, Legnago ed anche la casa di riposo "Città di Verona" a Verona. Nel complesso il numero di decessi che si sono verificati alla data di ieri, lunedì 30 marzo, nelle case di riposo è di 21. Il piano della Regione prevede che l'attenzione sia rivolta in particolare al soggetto "positivo sintomatico" che verrà monitorato secondo un preciso protocollo. Per quel che riguarda i dispositivi di sicurezza di cui avranno bisogno i medici e infermieri dell'Usca, il direttore generale dell'Ulss9 Pietro Girardi ha spiegato che «da ieri la Regione ha iniziato a consegnarci i dispositivi, in particolare mascherine, per tutti i medici di medicina generale, pediatri e medici di libera scelta. Da domani verranno consegnati i dispositivi necessari per i prossimi giorni, la fornitura verrà poi ripetuta e verranno consegnati ai medici tutti i dispositivi necessari per entrare in sicurezza nelle case di riposo».

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