Regione vara nuovo piano per pazienti Covid: assistenza a domicilio e monitoraggio via App

Il nuovo piano distinguerebbe la sorveglianza tra pazienti sintomatici e asintomatici

coronavirus - ospedale

La Regione del Veneto comunica di aver «ulteriormente affinato le sue azioni di sanità pubblica, attraverso un documento dal titolo "Indicazioni operative per la presa in carico del paziente sintomatico sospetto Covid-19 e valutazione del rischio in strutture residenziali per anziani", redatto dalla direttrice della "Direzione Prevenzione", dottoressa Francesca Russo e dalla direttrice dell’"Unità Organizzativa Cure Primarie e Strutture socio sanitarie territoriali", dottoressa Maria Cristina Ghiotto».

Il nuovo piano è stato al centro del consueto appuntamento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che, come sempre affiancato dagli Assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Protezione Civile), ha fatto ieri il punto della situazione sull’andamento dell’emergenza coronavirus.

Il nuovo piano, secondo quanto si apprende, introdurrebe due importanti nuovi aspetti: la presa in carico diretta del paziente sintomatico "sospetto Covid-19", che parte dalla valutazione e dai consigli del medico di medicina generale e arriva all’intervento diretto delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) le quali garantiscono l’assistenza a domicilio di tutti quei pazienti, sintomatici, sospetti o positivi, che non necessitano di ricovero. Sono attivate preferibilmente presso sedi di Continuità Assistenziale già esistenti, con un bacino di riferimento indicativamente di 50.000 abitanti, attive sette giorni su sette, dalle ore 8 alle ore 20. Nell’ottica di favorire l’integrazione e la funzionalità operativa con i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta ed assicurare un riferimento continuativo ai pazienti, si conviene di suddividere il bacino in sotto ambiti di circa 8.500 assistiti in modo che ad uno stesso gruppo di medici di medicina generale/pediatri di libera scelta possa essere collegato sempre uno stesso medico dell’U.S.C.A. L’attività domiciliare dei medici dell’U.S.C.A. verrà effettuata preferibilmente con accesso congiunto con un infermiere del "Servizio di Assistenza Domiciliare" del distretto o della "Medicina di Gruppo Integrata" qualora insista nel bacino di riferimento.

Con il nuovo piano, verrebbe poi modificata l’attuazione della sorveglianza attiva rivolta ai soggetti asintomatici e quella rivolta ai soggetti sintomatici: la "Sorveglianza attiva" rivolta ai soggetti asintomatici passerà gradualmente ed in parte dall’attività dei "Servizi Igiene e Sanità Pubblica" (SISP) al "Servizio di Telesoccorso" che si occuperà di chiamare giornalmente tutti i soggetti asintomatici, con l’utilizzo di strumenti operativi forniti dal SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica). Nel momento in cui viene rilevato che un soggetto presenta sintomi, questo deve essere segnalato al SISP di riferimento per l’attivazione delle azioni conseguenti. La sorveglianza potrà essere condotta anche tramite "App" già attiva con altre finalità, di proprietà intellettuale regionale e già in uso ai nostri cittadini, che potrebbe essere facilmente integrata con le funzionalità per "l’auto monitoraggio" dei pazienti in isolamento domiciliare fiduciario.

La "Sorveglianza attiva" rivolta ai soggetti sintomatici (segnalati per "positività del saggio diagnostico" su richiesta del medico di medicina generale o altri medici, o soggetti sintomatici contatti di casi positivi) comporterà anche la valutazione a domicilio del paziente per effettuare il tampone e per la valutazione dell’applicazione dei protocolli terapeutici sperimentali per evitare il peggioramento delle condizioni cliniche del paziente. Il piano prevede anche la ricerca di soggetti positivi nei lavoratori dei "Servizi essenziali" per ridurre la circolazione del virus e aumentare la sicurezza degli operatori.

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Particolare attenzione, spiega la Regione Veneto in una nota, «viene inoltre rivolta alle "Strutture Residenziali per Anziani" sia per quanto riguarda gli operatori che per gli ospiti». A quelle già in atto, si verrebbe ad aggiungere «un’azione di "valutazione del rischio" mirata per struttura che deve essere effettuata da un team costituito da personale del "Servizio di Igiene e Sanità Pubblica", dell’"Unità Operativa di Cure Primarie" e dei "Servizi Sociali" al fine di giungere alla definizione di un "Piano di Sanità Pubblica" specifico per queste strutture e che riguardi l’isolamento dei pazienti, la gestione dei dispositivi di protezione individuale e la gestione del personale, da attuare a cura del direttore dei "Servizi Socio-Sanitari"». Le azioni, si legge sempre nella nota della Regione Veneto, «potrebbero anche prevedere l’intervento delle USCA e/o di team di medici specialisti o altri interventi specifici. Indispensabile sarà inoltre il controllo circa l’adempimento delle indicazioni fornite ad ogni singola RSA».

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