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Cipresso danneggiato a Castel San Pietro

Cipresso danneggiato a Castel San Pietro

Cipressi abbattuti a Castel San Pietro. «Solo 2 su 13 erano compromessi»

Il Comune di Verona ha rilasciato la documentazione tecnica relativa al taglio degli alberi avvenuto nel settembre scorso. Bertucco e Benini: «Una relazione gravemente carente»

L'amministrazione comunale di Verona ha recentemente rilasciato la documentazione tecnica relativa all'abbattimento di 13 cipressi a Castel San Pietro, avvenuto nel settembre scorso. Alberi che dovevano essere rimossi a causa dei danni riportati durante la tempesta del 22 agosto.
«A dirla tutta, sarebbe azzardato parlare di documentazione a fronte delle tre paginette striminzite consegnate - ha commentato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - La relazione tecnica consta infatti di 10 righe scritte, 10 foto e una tabella. Si evince comunque che solo 2 cipressi su 13 risultavano "irrimediabilmente compromessi" mentre gli altri presentavano dei "movimenti anomali della zolla". Tali anomalie sono condizione sufficiente per dichiarare l'eradicazione dell'albero come soluzione ottimale, considerando anche il pregio dell'area dal punto di vista storico e architettonico? Non essendo un tecnico, non so rispondere a questa domanda. So però che dalla relazione non risulta sia stata considerata nessuna soluzione alternativa. Non risultano misure strumentali. So, inoltre, per certo, che se l'amministrazione avesse approvato per tempo il Regolamento del Verde ci sarebbe stata una informazione preventiva rispetto a queste criticità e che la soluzione degli abbattimenti sarebbe stata discussa preventivamente con le associazioni ambientaliste. Niente di tutto questo è tuttavia accaduto perché l'amministrazione è arrivata ancora una volta in ritardo su una tematica molto sentita dai cittadini».

Anche il consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini aveva espresso perplessità per l'abbattimento dei cipressi e giudica la documentazione tecnica fornita dall'amministrazione «gravemente carente» perché «mancano le prescrizioni degli abbattimenti effettuati. Ciò è grave perché tagliare una pianta non è come spostare una fioriera. Le piante sono patrimonio dei cittadini e le scelte che vengono fatte vanno sempre giustificate».
«In secondo luogo - prosegue Benini - non si tiene conto che oltre ai 13 abbattimenti ci sono state anche numerose capitozzature radicali di cui, sebbene richiesta, non è stata fornita alcuna documentazione. Sappiamo ormai molto bene che le potature radicali, che nel caso specifico hanno dimezzato molti altri cipressi, indeboliscono la pianta fino al punto di comprometterne la salute. Chi ha disposto queste capitozzature e come sono state eseguite? Anche qui è buio pesto».

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