Anche a Vicenza scetticismo sull'aggregazione tra Agsm, Aim e A2A

Alcune perplessità espresse dalle minoranze beriche sono le stesse delle forze di opposizione scaligere. Intanto, però, arriva un parere favorevole dall'ex presidente di Agsm Fabio Venturi

Loghi di Aim e Agsm

Un giorno dopo l'altro tutti i rappresentanti dei cittadini prondono visione del piano industriale preliminare del nuovo soggetto economico che nascerà dalla fusione di Agsm e Aim, con i lombardi di A2A come partner. Oggi, 28 maggio, il progetto sarà illustrato ai consiglieri comunali di minoranza, rimasti delusi dell'esito del consiglio comunale straordinario di settimana scorsa, in cui è stata respinta la loro proposta di confrontare l'offerta di A2A con quella di altre aziende del settore attraverso una gara pubblica. Agsm e Aim hanno invece annunciato che il confronto avverrà attraverso un'indagine di mercato. Domani, invece, il piano preliminare sarà sottoposto ai parlamentari ed ai consiglieri comunali veronesi.

Nel frattempo, di sua iniziativa, l'ex presidente di Agsm e leader di Generazione Verona Fabio Venturi ha bussato alla porta dell'attuale presidente di Agsm Daniele Finocchiaro, chiedendo se anche a lui poteva essere mostrato il piano di fusione. Richiesta accolta da Finocchiaro che in due ore ha soddisfatto le curiosità di Venturi, convincendolo della bontà del piano. «La strada intrapresa da Agsm è quella giusta - ha scritto Venturi sul suo profilo Facebook - E la strada del dialogo per il bene della città di Verona su tutti i temi è l'unica da percorrere. Di sicuro non è quella degli esposti. Dunque un sincero grazie al presidente Finocchiaro».
Il riferimento di Venturi sugli esposti riguarda l'iniziativa di altri due ex presidenti della principale azienda controllata dal Comune di Verona. Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini avevano infatti diffidato Agsm e consiglieri comunali a procedere con l'attuale piano, giudicando dannosa per Verona l'alleanza con A2A.

Ed un giudizio negativo sul piano è stato espresso anche dalle forze politiche di opposizione di Vicenza. Il Comune berico, infatti, controlla Aim ed il via libera alla fusione con Agsm passa anche attraverso la sua approvazione. «Molte delle preoccupazione manifestate dalle minoranze di Vicenza coincidono con le nostre - ha commentato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - L'assenza di trasparenza nel percorso intrapreso da Agsm e Aim, prima di tutto. E non ha impressionato nemmeno i consiglieri vicentini la promessa di un miliardo di investimento nei prossimi cinque anni. Inoltre, è stata stralciata dall'accordo tutta la parte che parlava di un rafforzamento della clientela gas ed energia. A chi giova pertanto questo accordo? Sicuramente ad A2A, che in tal modo controllerebbe tutto il Veneto Occidentale. I vantaggi per i veronesi e i vicentini, invece, sono ancora tutti da dimostrare».

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Un argomento, finora, poco evidenziato, è stato invece sottolineato dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco: la gestione del sistema idrico veronese. Attualmente, infatti, 77 comuni della provincia scaligera vedono gestita la fornitura del servizio idrico da Acque Veronesi, di cui Agsm è socio al 46,7%. «Dal momento in cui Agsm sparirà all'interno della nuova società, quale sarà il futuro e in che modi e a chi sarà affidata la gestione del servizio idrico integrato del Comune di Verona e degli altri 76 comuni? - si chiede Brusco - L'acqua deve rimanere un bene pubblico, a gestione pubblica: questo deve essere chiaro, qualsiasi sia il futuro di Agsm».

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