Aggregazione con Aim e A2A, Croce diffida Agsm e l'azienda si difende

La partecipata veronese ribadisce di «non aver sottoscritto alcun accordo di natura vincolante» e di «aver sempre e costantemente agito con trasparenza». Anche Bertucco contro Croce: «La sua iniziativa arriva fuori tempo massimo

Croce con Sardos Albertini (Fermo immagine video Facebook)

Il lavoro tecnico sembra ormai concluso, ora la palla è passata alla politica ma potrebbe passare all'autorità giudiziaria. Si sta facendo sempre più concreto il processo di aggregazione tra Agsm, Aim e un'azienda creata ad hoc ed inserita nella galassia del colosso lombardo A2A. Un processo osteggiato da Michele Croce, ex presidente della partecipata veronese, il quale ha inviato una formale diffida al consiglio di amministrazione dell'azienda ed ai consiglieri comunali di Verona, chiedendo lo stop a questa unione industriale. Al fianco di Croce in questa battaglia, un altro avvocato ed ex presidente di Agsm, Gian Paolo Sardos Albertini.

La diffida è arrivata alla partecipata veronese martedì scorso, 12 maggio, e critica l'iter seguito da Agsm e Aim per valutare l'opportunità di una integrazione con A2A e le modalità scelte da Agsm per informare il Comune di Verona ed il suo consiglio comunale. Viene inoltre criticato il principio dell'infungibilità. Infungibile nel linguaggio giuridico significa non sostituibile. In sostanza, l'accordo con A2A viene ritenuto infungibile e quindi talmente unico da non poterlo sostituire con altri accordi possibili con altre aziende del settore.

Di fronte alla diffida ricevuta, Agsm ha replicato scrivendo di «non aver sottoscritto alcun accordo di natura vincolante relativo a operazioni societarie straordinarie. È stato unicamente condiviso tra le parti un percorso che ha portato alla definizione di un progetto industriale preliminare, finalizzato ad attivare un confronto nel merito da parte di tutti i portatori di interessi di Agsm, a tutti i livelli». Inoltre, Agsm ritiene di «aver sempre e costantemente agito con trasparenza, informando l'amministrazione e il consiglio comunale in modo puntuale e completo sullo stato di avanzamento dell'interlocuzione, sia con Aim sia con A2A, anche attraverso la partecipazione a sedute dedicate dello stesso consiglio comunale e delle sue commissioni».
Agsm ribatte anche sul tema dell'infungibilità: «Fin dal principio, il percorso avviato da Agsm e Aim con A2A prevede espressamente che l'effettiva realizzazione dell'operazione sia comunque condizionata all'esito positivo delle analisi e delle verifiche sull'unicità del contributo industriale di A2A e della conseguente possibilità di qualificare non sostituibile tale contributo ai fini dell'operazione. A tal fine, già a partire dalla seconda metà del mese di maggio, saranno interpellati tutti gli operatori economici che in passato hanno manifestato il loro interesse (Hera/Ascopiave, Alperia, Dolomiti Energia) e altri operatori economici potenziali candidati al ruolo di partner. Il processo di indagine conoscitiva e comparativa del mercato avrà una durata di circa quattro settimane e dovrà concludersi con l'invio, da parte degli operatori economici interpellati, di una offerta nella quale vengano individuati gli asset che potrebbero essere apportati e la valutazione implicita agli stessi attribuita».

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La risposta di Agsm e Croce si può definire «tecnica», mentre ha toni più politici la replica del consigliere comunale Michele Bertucco: «L'intervento di Michele Croce, già uomo di fiducia di Tosi prima e di Sboarina poi, è purtroppo fuori tempo massimo - ritiene Bertucco - Come opposizione abbiamo già preso le misure di un'operazione chiaramente svantaggiosa per la città. Va peraltro ricordato che durante il suo periodo da presidente Agsm, Croce non ha lasciato in eredità nessuna soluzione alternativa alla fusione».

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