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Nell'anno della pandemia gli italiani hanno speso 30 miliardi in meno in ristorazione. Le Faq su green pass e lavoro

Considerando ristoranti ed alberghi la flessione è addirittura pari a -43,8 miliardi. Sul decreto-legge green pass nei luoghi di lavoro arrivano i chiarimenti di Confcommercio

Nell’anno orribile della pandemia, il 2020, il settore della ristorazione è stato il più colpito. Secondo quanto riportato in una nota di Fipe-Confcommercio, a certificarlo è l'Istat che ha diffuso nelle scorse ore la stima aggiornata dei conti economici nazionali con i dati relativi anche ai consumi delle famiglie. In base a quanto si apprende, lo scorso anno gli italiani hanno speso 124 miliardi di euro in meno. Un calo sul quale pesa in particolare la performance di alberghi e ristoranti che, insieme, hanno fatto registrare una flessione, a prezzi costanti, di 43,8 miliardi, di cui oltre 30 miliardi sono da imputare alla sola ristorazione.

«Questi numeri - commenta Fipe-Confcommercio - dimostrano ancora una volta che le nostre percezioni erano corrette: la ristorazione è rimasta paralizzata per un anno intero e i ristori arrivati non sono stati minimamente sufficienti per riequilibrare le perdite. L’auspicio è che, da questo momento in poi, si decida di puntare con maggior decisione su un settore strategico per l’offerta turistica del nostro Paese, rilanciandolo anche attraverso politiche di sviluppo da sostenere attraverso i fondi del Pnrr».

Pubblicato il decreto-legge green pass: sospensione dal lavoro solo nelle piccole aziende private

Tornando ai numeri, per contro, le cose sono andate meglio per quanto riguarda i consumi alimentari in casa, per le comunicazioni e per i beni e servizi legati all’abitazione che nel 2020 sono cresciuti rispettivamente di 2,9, di 0,6 e di 1,5 miliardi di euro. Nel frattempo, in vista dell'entrata in vigore dell'obbligo del green pass anche sui luoghi di lavoro a partire dal 15 ottobre previsto dal decreto-legge 21 setttembre 2021, n. 127, la stessa Fipe - Confcommercio ha messo a disposizione delle aziende private un'interessante sezione di "FAQ" e chiarimenti relativi agli adempimenti che i datori di lavoro ed i dipendenti dovranno assolvere a partire dalla metà del prossimo mese. Una delle "FAQ" messa a disposizione di Fipe - Confcommercio suona per l'appunto in questo modo: «Ho un ristorante, come devo comportarmi se un mio dipendente non ha il green pass?».  Questa la risposta che viene fornita:

«A far data dal 15 ottobre p.v., il lavoratore è assente ingiustificato e per il predetto periodo di assenza ingiustificata, non sono dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominato. In ogni caso tali lavoratori sono considerati assenti ingiustificati senza conseguenze disciplinari con diritto alla conservazione del posto di lavoro fino alla presentazione della certificazione verde, e comunque, non oltre il 31 dicembre 2021. I soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni trasmettono gli atti relativi alla violazione al Prefetto competente a cui è affidato il compito di irrogare le sanzioni previste dal comma 9 dell’art. 9-septies del D.L. c.d. Riaperture».

Altro aspetto di rilievo evidenziato da Fipe - Confcommercio è il fatto che anche gli stessi fornitori dei locali dovranno esibire eventualmente la certificazione verde: «Devo controllare che il mio fornitore abbia il green pass per accedere in azienda?». Questa la risposta:

«Sì, in quanto la novella di cui all’art. 9 septies del D.L. c.d. Riaperture – introdotto dall’art. 3, comma 1 del D.L. n. 127/2021 – stabilisce che l’obbligo della certificazione verde si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nei luoghi aziendali».

Un'altra domanda riguarda poi le coseguenze in caso di violazione delle disposizioni: «Quali sono le conseguenze per il lavoratore nel caso in cui acceda al luogo di lavoro senza green pass?». Così risponde Fipe - Confcommercio:

«È considerato assente ingiustificato e non gli sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento comunque denominato. Inoltre, è prevista una sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro, mentre per i datori di lavoro che non adempiano all’obbligo di controllo la sanzione irrogabile è pari a euro da 400 a 1.000».

Un ulteriore aspetto evidenziato nelle "FAQ" di Fipe - Confcommercio è quello relativo alla specifica normativa che riguarda piccole aziende con meno di 15 dipendenti: «Ho un’impresa con meno di 15 dipendenti, è prevista la sospensione dei lavoratori che eventualmente non siano in possesso del green pass?». La risposta fornita è la seguente:

«Dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata del lavoratore per mancata presentazione della certificazione verde, il datore di lavoro potrà sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta e non oltre il 31 dicembre 2021».

TUTTE LE FAQ DI FIPE - CONFCOMMERCIO

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