Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Stadio / Piazzale Olimpia

Verona, la storia si ripete: scontri tra tifosi Hellas e Bologna. Blitz della polizia: arrestati tre ultras

Nei guai un veronese e due emiliani, arrestati dalla Digos perché responsabili di violenze in occasione dell'incontro di calcio disputato al Bentegodi domenica scorsa. Un gruppo di gialloblù aveva cercato di provocare i 400 tifosi rivali

Sembra una storia che si ripete. Una sorta di déjà vu onnipresente. Ancora scontri tra tifoserie di hellas Verona e Bologna e ancora arresti. Sono tre gli ultras, un veronese e due bolognesi, arrestati dalla polizia, sezione Digos, nella mattinata di martedì, perché responsabili di violenze in occasione dell'incontro di calcio disputato allo stadio Bentegodi domenica scorsa fra l'Hellas e il Bologna, le cui rispettive tifoserie sono divise da acerrima rivalità, come peraltro dimostrato dai gravi tafferugli avvenuto prima della partita di andata e fuori dallo stadio Dall'Ara, lo scorso 6 ottobre, quando un ultrà veronese venne accoltellato da uno di opposta fazione. Secondo la polizia, il tifoso scaligero, coinvolto anche negli incidenti del capoluogo felsineo, avrebbe agito per vendicarsi dei tifosi rivali per il ferimento del fratello fuori dal Dall'Ara. All'andata furono arrestate cinque persone (l'accoltellatore bolognese e quattro ultras scaligeri) e arrivarono nove denunce in stato di libertà più una sfilza di Daspo, il provvedimento di polizia che vieta per un periodo stabilito l'accesso allo stadio per le manifestazioni sportive. In manette sono quindi finiti il 29enne veronese, il cui processo è fissato in aprile, un 45enne di San Giovanni Persiceto, un 38enne di Anzola dell'Emilia.

SCONTRO A BOLOGNA, POLIZIA IN CASA DEI TIFOSI HELLAS - VIDEO

Usufruendo della normativa speciale che consente di allargare fino a 48 ore la flagranza del reato, martedì mattina la Digos di Verona, in collaborazione con i colleghi di Bologna, dopo un'attività d'indagine visionando le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della zona, sia nel capoluogo scaligero sia nella provincia emiliana, ha bloccato i tre autori dei disordini accaduti prima della partita, quando un gruppo di ultras gialloblù, capeggiati dal 29enne, avevano provato ad assaltare, provocandone la reazione violenta, gli oltre 400 ultras felsinei (tra gli 800 tifosi ospiti) che avevano raggiunto con notevole anticipo l'impianto sportivo ed erano scortati dalla polizia verso un'area riservata. Solo l'intervento dei reparti di polizia, i quali si erano tempestivamente frapposti tra contendenti che si stavano scagliando reciprocamente oggetti contundenti come bottiglie, aveva evitato un pericoloso degenerare delle violenze.

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