Pfas, arrivano i primi avvisi di garanzia. M5S: "Fiducia nella magistratura"

La Miteni conferma che la notifica degli avvisi riguarda 9 suoi manager. "Era ora", il commento del Gruppo d'Intervento Giuridico onlus del Veneto, che da subito si è occupato del problema

Questa mattina, 30 gennaio, sono stati notificati gli avvisi di garanzia riguardanti i procedimenti penali aperti sull'inquinamento da Pfas creato nelle acque di alcuni comuni in provincia di Verona, Vicenza e Padova. La ditta vicentina Miteni ha confermato che gli avvisi di garanzia riguardano nove suoi manager. Al tempo stesso è stata sequestrata un'area in cui i in cui i tecnici ambientali Miteni nei giorni scorsi hanno ritrovato un deposito di materiale, presumibilmente di origine industriale, fuori dallo stabilimento e in prossimità del torrente Poscola. "Il personale dell'’azienda - scrivono dalla Miteni - ha dato piena disponibilità e collaborazione, così come l’'attuale proprietà e l'’attuale gestione hanno fatto fin dal suo insediamento, con ogni istituzione. Il seppellimento di rifiuti ai margini dello stabilimento, che potrebbe essere avvenuto negli anni Settanta, è un potenziale danno contro la collettività, contro i lavoratori di Miteni e contro l‘'azienda stessa. Il sequestro e l'’approfondimento dei fatti da parte della Procura di Vicenza è un atto che va a tutelare tutte le persone, il territorio e chi ha sempre operato nel pieno rispetto delle leggi e dell'’ambiente. Miteni ha investito negli ultimi due anni oltre 2 milioni di euro per la depurazione della falda e la ricerca di eventuali contaminanti nel sottosuolo. L'’azienda continuerà a mantenere impegno e apertura con il territorio offrendo la massima collaborazione".

Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati a seguito dall'unificazione nella Procura di Vicenza delle indagini portate avanti anche a Padova e Verona. E pare che anche il ministero dell'ambiente sia intenzionato ad avviare un'azione per danno ambientale. "Era ora - commenta l'associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus del Veneto, che da subito si è occupato del problema - Esprimiamo la nostra soddisfazione per gli sviluppi della vicenda che sembrano aprire spiragli per un po’ di giustizia per il popolo inquinato".

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Ed esulta anche il M5S veneto che aveva portato al procuratore capo di Vicenza le relazioni sui danni che i Pfas producono. "Il colloquio con il procuratore e questi avvisi di garanzia ci fanno provare massima fiducia nei magistrati che seguono il caso. Hanno tutto il nostro appoggio. Stessa fiducia anche in Arpav, senza la quale oggi non avremmo tutte le informazioni della reale situazione - dicono i pentastellati - Il ruolo determinante della magistratura è conseguenza dell’incapacità dimostrata dalla politica".

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