Politica Centro storico / Piazza Erbe

Kfc in Piazza Erbe, Valpiana: «Come se il centro non fosse già stato ammazzato»

Il presidente del Movimento Nonviolento ed ex consigliere regionale veronese: «Sindaci ed ex sindaci hanno approvato qualsiasi scempio. Ora, in vista delle prossime elezioni, vogliono ricrearsi una verginità alla pearà»

Un vassoio del fast food Kfc e nel riquadro in alto a destra Valpiana

Resta ancora in sospeso l'apertura del terzo fast food della catena americana Kfc (Kentucky Fried Chicken) di Verona. Il pollo fritto cucinato con una ricetta segreta si può comprare in Adigeo oppure in Corso Milano. Il terzo punto vendita è previsto in Piazza Erbe, dove è stato trovato un locale in cui si sta lavorando per allestire il fast food Kfc, attività che è anche alla ricerca di lavoratori.

Ma il fatto che un fast food di pollo fritto apra in una delle piazze più caratteristiche della città ha fatto storcere il naso, scatenando uno scontro politico in cui è stato tirato in ballo anche il poeta dialettale veronese Berto Barbarani. Sulla statua di Barbarani, che sorge a pochi metri dal punto in cui dovrebbe aprire il terzo Kfc di Verona, è stata appesa una poesia. Versi scritti dal ristoratore Antonio Gioco per alzare una barricata in rima contro la catena americana del pollo fritto.

Di fronte a tutte queste proteste, l'amministrazione comunale si è espressa ricordando che lei non ha ancora autorizzato l'apertura di Kfc in Piazza Erbe. «Stiamo valutando molto attentamente sul fatto che questa attività possa aprire o no», ha dichiarato con tono diplomatico il sindaco Federico Sboarina, mentre dalla sua giunta sono giunti commenti più decisi, come quello dell'assessore al commercio Nicolò Zavarise, che ha scritto: «Il salotto di Verona non deve diventare terra di conquista delle multinazionali del fast food».

Insomma, una grande levata di scudi contro l'arrivo di Kfc in Piazza Erbe. Però, una levata di scudi ipocrita per il veronese Mao Valpiana, già consigliere regionale del Veneto e presidente del Movimento Nonviolento. «Come se il centro città non fosse già stato violentato, stuprato, ammazzato e imbalsamato da anni, e proprio per mano di chi adesso si scandalizza e denuncia l'affronto del pollo fritto che vorrebbe fare concorrenza ai bomboloni - ha commentato Valpiana - Le vie del centro storico sono già state espropriate ai residenti e cedute a catene di marchi multinazionali, banche, agenzie viaggi, negozi che tengono le porte aperte d'inverno con il riscaldamento a mille, e d'estate con l'aria condizionata a manetta. Come se fruttivendoli e alimentari non fossero già stati espulsi per lasciare il posto a bar, paninoteche e plateatici ovunque per servire cibo e aperitivi spazzatura ai turisti cui viene offerto solo il balcone di Giulietta. Come se le nostre piazze non fossero già state stravolte dalla presenza natalizia di banchetti e mercatini con sagre della birra e di würstel. Come se palazzi storici non fossero stati svenduti e come se un piano urbanistico non avesse già trasformato parte del centro città ad uso esclusivo di hotel, centri benessere e b&b. Tutto approvato e digerito perché porta denaro ai privati e all'ente pubblico. Ma ora il pollo fritto in Piazza Erbe, che puzzerà come le patatine che già appestano Portoni Borsari, non ce lo vogliono proprio. Sindaci ed ex sindaci che hanno approvato qualsiasi scempio, ora, in vista delle prossime elezioni, vogliono ricrearsi una verginità alla pearà. E i veronesi, ancora una volta, saranno disponibili a farsi prendere per i fondelli?».

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