Fondazione Arena, scontro M5S-PD. Zardini: "I grillini alzano solo polveroni"

Se l'ente veronese è nei guai, per il candidato sindaco 5 Stelle Alessandro Gennari la responsabilità è sia della gestione tosiana sia del governo di Roma

(foto Ennevi)

La manifestazione nazionale sul futuro degli enti lirici di lunedì 8 maggio in piazza Dante ha riacceso il dibattito a livello locale su Fondazione Arena.

Cosa ne sarà della fondazione veronese è uno dei temi centrali della campagna elettorale. I candidati si dividono tra chi vorrebbe che Fondazione Arena restasse pubblica e chi invece vorrebbe aprire ai privati. Ad esempio, il sindaco uscente Flavio Tosi vede proprio nella gestione pubblica l'origine dei mali di Fondazione Arena e degli altri enti lirici che con la nuova riforma rischierebbero il declassamento a causa dei problemi di bilancio. Alessandro Gennari, candidato sindaco del M5S, è invece per la gestione pubblica, ma affidata a un sovrintendente competente, da selezionare attraverso un bando internazionale.

Ma le responsabilità non sono solo dei tosiani, secondo Gennari. Anche il PD, per il candidato 5 Stelle, non sta aiutando i lavoratori di Fondazione Arena. "Allo stato attuale, non c’è la sicurezza che l'Arena resti pubblica - scrive Gennari - visto che la riforma rischia di declassare il nostro teatro entro il 2018, eliminando il finanziamento statale e mettendo la lirica veronese quindi a rischio fallimento o privatizzazione".

A difendere il PD ci ha pensato il deputato veronese Diego Zardini. "Il partito di Grillo non ha fatto nulla di concreto se non alzare polveroni - scrive Zardini - Quando fu approvata la legge Bray noi abbiamo chiesta che la Fondazione Arena aderisse, perché qualunque amministratore saggio avrebbe capito che si trattava di problemi che necessitavano di urgenti interventi che fatti allora sarebbero stati meno cruenti. E mentre il sindaco di Verona, Flavio Tosi, stava per dichiarare la liquidazione coatta, il Partito Democratico permise il primo salvataggio della Fondazione, dopodichè il ministro Dario Franceschini nominando un commissario ha permesso il secondo salvataggio da parte del governo del PD".

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