Indipendenza Noi Veneto in Procura accusa Zaia di «procurato allarme»

Roberto Agirmo ha presentato un esposto a Venezia contro il presidente regionale, dopo la conferenza stampa di venerdì in cui Zaia ha furiosamente comunicato il caso del focolaio generato da un imprenditore vicentino

Agirmo (Foto Venezia Today)

Sabato scorso, 4 luglio, il vicepresidente di Indipendenza Noi Veneto Roberto Agirmo ha presentato un esposto alla Procura di Venezia, ipotizzando il reato di procurato allarme nei confronti del presidente della Regione Luca Zaia.

La presunta violazione della legge da parte di Zaia si sarebbe compiuta venerdì, con la conferenza stampa organizzata dal governatore per comunicare maggiori dettagli sul focolaio generato dall'imprenditore vicentino contagiato all'estero dal coronavirus. Un focolaio che ha coinvolto anche cittadini veronesi e che sarebbe stato molto più ridotto se il cittadino positivo al test a tampone avesse rispettato la quarantena. Per questo caso, Zaia ha usato parole di fuoco, chiedendo la carcerazione per punire determinati comportamenti ed annunciato per oggi una nuova ordinanza restrittiva.
Lo stesso governatore, comunque, il giorno seguente ha corretto il tiro, usando toni più pacati e cercando di tranquillizzare i cittadini preoccupati.

Per Agirmo, però, con la conferenza di venerdì, Zaia avrebbe procurato un allarme ingiustificato tra i veneti e tra i turisti. «La violenza comunicativa è palesemente sproporzionata rispetto al problema denunciato - ha detto Agirmo a Venezia Today - Si tratterebbe di 5 casi positivi su quasi 5.000.000 di residenti in Veneto Il "terrorismo mediatico" provocato dalle dichiarazioni di Zaia ha innescato immediatamente ripercussioni socio-economiche dirompenti in tutto il tessuto economico veneto. Le sue dichiarazioni, infatti, hanno avuto vasta eco su tutti gli organi di stampa regionali, nazionali ed internazionali, provocando un'ulteriore grave frenata dell'economia turistica già compromessa dall'epidemia».

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