Zaia getta acqua sul focolaio: «Curva contagi in Veneto non è ripresa. Ordinanza non sarà più restrittiva»

Il governatore del Veneto: «Non stiamo parlando di un'ecatombe in Veneto dove siamo in una situazione di Covid free

 

«Quello di cui abbiamo parlato ieri è un cluster con cinque positivi, un focolaio che ci siamo importati dalla Serbia», così il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa di oggi, sabato 4 luglio, ritornando su quanto dichiarato ieri. Il presidente Zaia ha poi aggiunto: «Il Veneto non ha ripreso l'onda di contagi, la storia del contagio è quella di un viaggio in Serbia e di cinque positivi che abbiamo poi avuto qui».

Zaia ha quindi rilevato che «tutta questa vicenda di cui abbiamo parlato ieri non c'entra nulla con i tamponi, sono quattro che viaggiavano in auto e tornavano dalla Serbia cioè da fuori, stiamo parlando di questo e non di un'ecatombe in Veneto dove siamo in una situazione Covid free». In merito all'ordinanza di lunedì il governatore del Veneto Luca Zaia ha precisato che «non sarà un provvedimento per limitare le libertà dei cittadini, ma per essere più efficaci nel limitare chi viene trovato positivo e deve restare in quarantena». Al riguardo le parole testuali di ieri del presidente Zaia erano state: «Vi anticipo già che noi lunedì presentiamo una nuova ordinanza per inasprire quelle che sono tutte le regole».

La dott.ssa. Francesca Russo, anche lei presente durante il punto stampa di oggi, in merito ai contatti dei 5 positivi del nuovo focolatio veneto e quindi sottoposti come tali all'isolamento domiciliare, tra i quali ricordiamo vi sono anche 37 soggetti residenti nel Veronese, ha specificato che finora i tamponi effettuati hanno dato tutti «esito negativo».

Circa l'indice di contagiosità "Rt" (erre con t) che proprio ieri il governatore Zaia ha con enfasi annunciato essere passato da 0,43 a 1,63 in Veneto, la stessa dott.ssa Russo ha specificato che «il limite fissato è "1" perché se lo si supera significa che il virus continua a circolare tra la popolazione». Tuttavia questo stesso indice «è molto variabile», ha aggiunto la dott.ssa Russo, poiché «se una regione parte ad esempio con un indice "Rt" molto basso e ad un certo punto vi è un'insorgenza di casi, l'indice di contagiosità "Rt" aumenta esponenzialmente». L'indice "Rt", secondo quanto spiegato dalla dott.ssa Russo, dà quindi un trend ed è molto sensibile ai nuovi casi e ai focolai, pertanto è sì utile per valutare il rispetto o meno delle regole in un'area e l'eventuale insorgere di nuovi focolai, ma ha specificato la dott.ssa Russo, è anche un indice che va «interpretato» nel corso di un trend temporale. 

La dott.ssa Russo mostra l'andamento dei ricoveri

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