Coronavirus, Zaia: «Siamo passati a rischio elevato: Rt a 1,63. Nuova ordinanza per inasprire le regole»

Cupo il governatore del Veneto: «Non so davvero a chi fare i complimenti, siamo passati da Rt=0,43 a Rt=1,63. Lunedì nuova ordinanza per inasprire le regole»

 

«Sta accadendo quello che vi avevo annunciato, intanto siamo passati da un "rischio basso" a un "rischio elevato", perché abbiamo un "Rt" (erre con t, cioè il parametro che indica l'indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure di contenimento ndr) che è dell'1,63, mentre vi ricordate che eravamo a 0,43. Io non so a chi fare i complimenti sinceramente. Siamo passati da 0,43 a 1,63», lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia con toni molto seri durante il punto stampa di oggi, venerdì 3 luglio, dedicato alla gestione dell'emergenza coronavirus.

Il parametro di valutazione della diffusione del coronavirus "Rt" è molto importante poiché è quello che viene utilizzato dal governo per, eventualmente, intervenire e ripristinare misure di contenimento della pandemia più severe in alcune aree localizzate. "Rt" dovrebbe restare sotto il valore di "1" (vale a dire sotto la soglia una persona è in grado di contagiarne un'altra) perché non si accendano campanelli d'allarme. In Veneto, secondo il dato riferito dal presidente di Regione, oggi si sarebbe al punto che un soggetto arriva a contagiarne quasi due, cioè appunto 1,63.

Lo stesso presidente del Veneto Zaia ha quindi ribadito: «Siamo passati da rischio basso a elevato, ma io avrei scritto "elevatissimo", perché se continuiamo ad andare in giro senza l'uso della mascherina negli assembramenti e continuiamo a pensare che i complottisti abbiano ragione e il virus sia un'invenzione delle "Big Pharma" o dei marziani, allora poi è inevitabile che vengano fuori queste robe. O peggio ancora, - ha poi aggiunto Zaia - c'è qualcuno che pensa che questo virus sia solo per alcune categorie sociali, di alcune fasce d'età e che esaurito il numero degli ospiti perché se ne sono tutti andati il virus non ci sarà più, ho sentito pure queste teorie vigliacche da parte di qualcuno».

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha dunque sottolineato: «Questo è un virus che fa male e quando tornerà forte qui non ce n'è più per nessuno, io non è che voglia terrorizzare i veneti, però i veneti sanno che noi questo punto stampa lo abbiamo sempre usato per dire le cose come stanno, sia positive che negative, e oggi vi dico che se continuiamo di questo passo non vi dovete nemmeno più fare la domanda "se il virus torna in ottobre", perché ce l'abbiamo già qui. Se io passo da 0,43. di "Rt" a 1,63 vuol dire che qualcosa è accaduto, o no? Ai comportamenti irresponsabili di quacuno, si aggiungono altrettanti comportamenti irresponsabili di altri che abbiamo conosciuto in queste ore, ora vi dico io i numeri che abbiamo: ci sono 5 positivi, 3 sono a Vicenza, 1 è a Padova e 1 è a Verona, poi ci sono 52 in isolamento a Vicenza e 37 in isolamento a Verona. Abbiamo 5 casi e poi, - ha quindi specificato il governatore Zaia - questi casi hanno dato vita a 52 persone in isolamento a Vicenza e 37 a Verona, a me non sembra normale che accada questo, anche perché poi vado a vedere la storia e scopro che c'è un cittadino che torna il 25 di giugno da una trasferta di lavoro in Serbia insieme ad altre due persone. Lo stesso giorno - ha dunque raccontato il governatore Luca Zaia - questo signore comincia ad avere sintomi, febbre a 38 e malessere, il 26 e il 27 giugno ha avuto diversi contatti in ambito lavorativo ed extra-lavorativo, una festa privata, partecipazione a un funerale, in paese, il 28 giugno si è recato presso il pronto soccorso in un ospedale nel Vicentino, gli fanno il tampone ed è positivo, è stato trasferito a Vicenza dove gli è stato proposto il ricovero che ha rifiutato, guardate che questo è un vulnus, perché qui il ricovero dovrebbe essere coatto. Alla fine viene ricoverato dal 1° di luglio dopo insistenza da parte anche del sindaco e ora è in rianimazione. Ci ha dato una lista di contatti avuti tra il 23 e il 28 sera e la sera del 30, quindi ci ha dato contatti avuti anche la sera post tampone positivo». 

Chiarito questo "caso indice", il governatore del Veneto Luca Zaia ha quindi affrontato i cosiddetti quattro "casi secondari" di questo nuovo "focolaio" sorto in Veneto: «In data 30 giugno è stata segnalata la positività del collega con cui era in auto assieme, mentre uno dei contatti segnalati è residente nell'Ulss9 Scaligera che è stata prontamente informata. Poi, - ha quindi aggiunto Zaia - c'è un secondo caso "secondario", si presenta in data 1 luglio ed è un altro compagno di viaggio del paziente zero, anche con lui sono state messe in atto le ricostruzioni della rete dei contatti. Ma poi c'è un terzo caso, - ha specificato Zaia - in data 1 luglio l'Ulss9 Scaligera ci informava della positività di un loro residente che dichiarava di essere stato in viaggio con gli altri tre signori». Dopo il paziente zero e i tre compagni di viaggio, vi sarebbe un altro "caso secondario", il quarto, secondo ciò che ha riferito il governatore Zaia: «Questa volta l'Ulss Euganea ci ha segnalato che una paziente si era recata il 29 giugno in pronto soccorso a Schiavonia ed era risultata positiva al tampone e aveva dichiarato di aver avuto contatti col "caso zero"».

Uno sconsolato Zaia ha quindi in chiusura commentato così l'intera vicenda: «Voi capite che se dopo quattro mesi di coronavirus questo è il modo di gestire la sintomaticità e la positività, allora io allargo le braccia». Ma a fronte di questo scenario, il governatore del Veneto Luca Zaia ha quindi annunciato: «Vi anticipo già che noi lunedì presentiamo una nuova ordinanza per inasprire quelle che sono tutte le regole, però abbiamo le armi spuntate. È fondamentale che ci sia il ricovero coatto e la necessità di essere severissimi sugli isolamenti fiduciari, quello che è accaduto è gravissimo».

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