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Ospedale Orlandi, raccolta firme contro le modifiche approvate dai sindaci

L'ha lanciata il comitato per la salvaguardia dell'ospedale di Bussolengo durante un'assemblea pubblica in cui i consiglieri regionali Bassi, Brusco e Negro hanno assicurato il loro sostegno

È durato quasi tre ore l'incontro organizzato ieri sera, 22 novembre, nel teatro parrocchiale di Bussolengo del Comitato per la salvaguardia dell'Orlandi. Un incontro che è stato registrato e chi volesse riascoltarsi tutti gli interventi può farlo su Youtube.

L'assemblea pubblica si è tenuta a meno di una settimana da quella organizzata dai sindaci dell'ex Ulss 22 insieme ai vertici della sanità veronese e veneta. Giovedì 16 novembre, sempre al pubblico del teatro parrocchiale, l'assessore alla sanità Luca Coletto, insieme al direttore della sanità regionale Domenico Mantoan e al direttore dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi, aveva illustrato le modifiche alle schede ospedaliere dell'Orlandi e del Magalini che la Regione ha intenzione di approvare.

All'inizio di entrambe le assemblee è stato fatto un breve riassunto di una vicenda che in questo mese di novembre si è infiammata. Il punto nodale sono le schede ospedaliere che la Regione Veneto ha approvato nel 2013. Queste schede non sono altro che un documento con cui si decide quanti posti letto e quali reparti avrà un ospedale. Nel 2013, la Regione propone la soluzione dell'ospedale a due gambe: una struttura ospedaliera unica, divisa in due strutture, l'Orlandi di Bussolengo e il futuro Magalini di Villafranca (futuro perché dopo l'incendio è ancora in costruzione, anche se Coletto ha promesso che entro la fine del 2017 sarà inaugurato). 

L'idea però di un ospedale a due gambe non ha mai convinto i sindaci del territorio che negli anni hanno proposto delle soluzioni alternative. E la soluzione alternativa è arrivata ad ottobre con la proposta della Regione Veneto che il comitato dei sindaci ha approvato. Questa proposta di modifica delle schede ospedaliere prevede un aumento dei posti letto per l'Orlandi e una diminuzione di reparti.

Una proposta che è stata definita peggiorativa da parte del Comitato per la salvaguardia dell'Orlandi che ieri sera ha lanciato una raccolta firme per chiedere una nuova convocazione del comitato dei sindaci che annulli l'approvazione della proposta di modifica delle schede. In seguito, il comitato chiede a tutti i sindaci dell'ex Ulss 22 di confrontarsi con il territorio per giungere ad una proposta che preservi sia l'ospedale di Bussolengo che quello di Villafranca. "Siamo passati da un ospedale a due gambe a due ospedali con una gamba e una stampella - hanno detto dal comitato - Noi invece chiediamo due ospedali con due gambe".

La volontà è dunque quella di bloccare una proposta che la giunta regionale dovrà vagliare e, in caso di approvazione, prima di ritornare in giunta dovrà essere discussa in quinta commissione, dove due consiglieri regionali veronesi, Andrea Bassi e Giovanna Negro, si opporranno con tutte le loro forze. Anche loro erano presenti ieri alla serata organizzata dal comitato cittadini e con loro era presente anche il consigliere regionale Manuel Brusco. I tre fanno parte di tre partiti politici diversi, una differenza che però hanno messo da parte per lottare insieme contro le nuove schede ospedaliere dell'Orlandi.

"È una proposta inverosimile - ha detto Brusco - Depotenzia una struttura pubblica, a tutto vantaggio delle vicine strutture private di Peschiera del Garda e Negrar". Pur non provenendo dal territorio dell'ovest veronesi, Negro ha ricordato di aver lavorato nella sanità a Caprino. "Conosco i tempi di percorrenza dalla zona del Baldo e del Garda e se togliamo l'ospedale di Bussolengo è impossibile raggiungere le altre strutture in meno di 20 minuti, che è lo standard minimo", ha detto Giovanna Negro. Più nel dettaglio della proposta accettata dai sindaci è entrato il consigliere di Bassi, che è anche di Bussolengo. "Adesso l'ospedale Orlandi è completo, ma se passa questa modifica, non lo sarà più perché perderà ben 15 reparti - ha spiegato Bassi - Già le schede del 2013 erano state un compromesso al ribasso. Ma da quelle schede si può ancora lavorare per aggiungere i posti letto che mancano. Le nuove schede, invece di essere un passo in avanti, sono un ulteriore passo indietro. Lo abbiamo visto quello che è successo altrove e questo cambiamento sarà il primo passo verso la chiusura dell'ospedale. Senza i reparti al suo interno, anche il pronto soccorso sarà depotenziato".

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