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Trasporto pubblico locale, PD e Bertucco: "Bando da rifare. Colpa del filobus"

Il Comune di Verona ha deliberato che il filobus potrà essere pronto entro il 10 settembre 2022, mentre il presidente della ditta appaltante Amt aveva assicurato che l'opera sarebbe stata pronta entro il 2021

Polemiche prima della pubblicazione e polemiche dopo la pubblicazione. E adesso, tutto da rifare. Il bando per il nuovo affidamento del trasporto pubblico locale nel territorio scaligero, indetto dalla Provincia di Verona, potrebbe essere da correggere perché contiene un'inesattezza non da poco. Il dibattito politico si era concentrato soprattutto sulla divisione del servizio in due lotti, uno per Verona e l'altro per Legnago, andando a spezzare in due un'organizzazione del trasporto pubblico che finora è stata unica per tutta la provincia. Ma a far saltare il bando non sarebbe stato questo argomento, bensì il cronoprogramma del filobus.

Il Comune di Verona ha deliberato che il filobus potrà essere pronto entro il 10 settembre 2022, mentre Francesco Barini, presidente della ditta appaltante Amt, aveva assicurato che l'opera sarebbe stata pronta entro il 2021. E quest'ultima data era stata inserita nel bando.

Non è la stessa cosa se il filobus entrerà in funzione entro il 2021 o alla fine del 2022, perché i chilometri di percorrenza messi a bando senza il sistema filoviario sono 8,7 milioni mentre con il filobus si riducono a 6,4 milioni - ha spiegato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Dirò di più: basta riflettere un secondo sul ruolino di marcia approvato dalla giunta per rendersi conto che anche il traguardo del 2022 non verrà rispettato: il 5 febbraio scorso avrebbe dovuto essere consegnato al Comune di Verona il piano particellare d'esproprio aggiornato. Verificherò se la scadenza è stata rispettata. Sempre stando al crono programma, entro l'1 marzo dovrà essere consegnata tutta la documentazione progettuale delle varianti urbanistiche. Sono sicuri in Amt di riuscire a rispettare la scadenza? Riusciranno poi ad avviare lo screening ambientale Via entro giugno e a completarlo entro la fine dell’anno? C’è quanto meno da dubitarne. È evidente la necessità di rivedere il bando della Provincia, e con l'occasione riparare all'errore madornale di aver diviso il servizio in due lotti.

Insomma, la Provincia di Verona dovrà rimettere mano al bando, mentre intanto anche il Partito Democratico spera di poter correggere anche la parte in cui il servizio viene diviso in due.

Lascia allibiti soprattutto la mancanza di dialogo tra i vertici politici del Comune e quelli della Provincia che, pur condividendo la medesima appartenenza politica, vanno a braccetto solo al momento delle elezioni mentre litigano quando si tratta di coordinarsi per fornire ai cittadini servizi efficienti - scrivono gli esponenti PD di Comune e Provincia di Verona - Chiediamo di aprire una riflessione sulle reali possibilità di dotare la città di un mezzo di trasporto di massa in tempi ragionevoli e sul futuro del servizio di trasporto pubblico locale: la decisione di suddividere il bando di gara in due lotti distinti appare fortemente penalizzante per i veronesi

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