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Bando sul trasporto pubblico, è ancora scontro per la divisione in due lotti

Carla Padovani (PD): "La possibilità del lotto unico è parimenti legittima e ammessa dalla legge". Bertucco: "A Pastorello e Pressi del trasporto pubblico locale non importa un tubo"

Con la risposta dell'autorità di regolazione dei trasporti, il presidente provinciale Antonio Pastorello e il consigliere provinciale con delega ai trasporti Matteo Pressi pensavano di aver chiuso le polemiche sul bando di affidamento del servizio del trasporto pubblico locale nel veronese. L'autorità ha infatti validato la scelta di dividere il bando in due lotti, uno per Verona e uno per Legnago. In questo modo c'è la possibilità che il trasporto pubblico nel provincia di Verona non sia più gestito da un ente unico (ora è Atv), ma che sia spezzato in due. E invece le polemiche non si chiudono.

C’è poco da cantare vittoria - scrive la capogruppo PD in consiglio comunale a Verona Carla Padovani - Nessuno ha mai messo in dubbio la correttezza della soluzione adottata dalla Provincia; l’errore, tutto politico, sta nel non aver creduto con la necessaria convinzione nella possibilità del lotto unico, parimenti legittima e ammessa dalla legge dietro motivate necessità. Il servizio di trasporto pubblico locale veronese rischia una pericolosa involuzione, basti pensare a che cosa potrebbe accadere se i bandi venissero aggiudicati a due imprese diverse con legittime differenze di vedute sulla bigliettazione (che non sarebbe più unica) e sui punti di rottura del carico di servizio. Nel merito dobbiamo osservare che l’autorità di regolazione dei trasporti è un organo tecnico che risponde soltanto a pareri motivati e supportati da studi e progetti, non a generici dubbi e perplessità che la politica avrebbe potuto e dovuto risolvere a monte. La sua risposta, che peraltro non nega la possibilità del lotto unico, era dunque scontata. Il risultato finale è che a Verona si terrà il duplice bando, con tutte le relative incognite sul futuro del servizio, mentre altre realtà che altrettanto legittimamente hanno optato per il lotto unico, motivandolo, potranno programmare lo sviluppo con maggiore serenità.

Ha letto la risposta dell'autorità di regolazione dei trasporti anche il consigliere comunale veronese Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune che cita le motivazioni con cui la Provincia ha sostenuto l'ipotesi del bando con lotto unico, motivazioni definite dall'autorità "generiche e manchevoli di evidenze tecniche a supporto".

Se Pastorello e Pressi avessero creduto nella funzione irrinunciabile del trasporto pubblico locale avrebbero fatto preparare una bella relazione sui vantaggi economici e sul miglioramento del servizio ottenuti grazie all'unificazione aziendale; sulle nuove politiche tariffarie; avrebbero snocciolato dati e cifre magnificando le sorti progressive dell'azienda unica - commenta Bertucco - Nel quesito inoltrato dalla Provincia, la questione è stata invece presentata come una mera obiezione sorta in consiglio provinciale. Troppo poco perché l’autorità articolasse un parere. Difatti si è espressa soltanto sugli atti concreti, cioè il bando doppio, ritenendolo formalmente corretto. Se Pastorello e Pressi non hanno fatto nulla di tutto questo il motivo è semplicissimo: a loro del trasporto pubblico non interessa un tubo. L'unico scopo del quesito era lavarsi la coscienza e costruirsi un alibi politico per una decisione che potrà pesare parecchio sul destino del servizio creando grossi disagi ai cittadini.

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