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Maltempo in Veneto, preoccupa il livello dell'Adige a Verona e il sindaco chiude le alzaie

«In via precauzionale ho fatto chiudere le alzaie lungo il fiume», spiega Sboarina

Fiume Adige a Verona ponte di Castelvecchio - domenica 6 dicembre 2020

L'assessore regionale alla Protezione civile del Veneto Gianpaolo Bottacin ha divulgato una breve aggiornamento circa le previsioni delle condizioni meteo nelle prossime ore dopo l'allerta di ieri. Tra le ore 10 di oggi e le 14 è prevista una «temporanea attenuazione seguita da una discreta intensificazione delle precipitazioni, che risulteranno più diffuse sulle zone centro-settentrionali e in particolare su quelle ad est. Fenomeni anche a carattere di rovescio. Il limite delle nevicate subirà contenute variazioni di carattere locale. Scirocco in discreta intensificazione ad est in quota e sulla costa, altrove ventilazione più varia».

Dal punto di vista idrogeologico, l'assessore Bottacin fa sapere che «il protrarsi delle precipitazioni determinerà ulteriori incrementi dei livelli idrometrici lungo la rete idrografica in particolare dei bacini pedemontani/prealpini. Inoltre a seguito delle precipitazioni occorse nelle ultime ore e previste si attendono ulteriori innalzamenti dei livelli idrometrici nella rete idrografica principale, in particolare nei bacini Adige, Brenta, Bacchiglione, Piave, Tagliamento, Livenza». Nella nota dell'assessore Bottacin viene quindi specificato che «le precipitazioni previste potranno determinare possibili locali disagi nella rete di drenaggio urbano; l’elevata saturazione dei terreni potrà inoltre determinare l'innesco di fenomeni franosi sui versanti. Saranno possibili altezze d’onda significative lungo tutta la fascia costiera. Il fiume Piave nel suo tratto di pianura potrà interessare le zone golenali».

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Est Veronese in apprensione, l'Adige in città monitorato

Nella città di Verona al momento l'attenzione è tutta rivolta verso il fiume Adige che viene monitorato a fronte del progressivo innalzamento del livello dell'acqua. Lo ha confermato anche il sindaco scaligero Federico Sboarina che in un messaggio ai cittadini spiega: «L'Adige in queste ore sta salendo. La situazione è sotto il controllo costante della nostra Protezione civile. In via precauzionale ho fatto chiudere le alzaie lungo il fiume. Invito alla prudenza e a segnalare eventuali situazioni di pericolo causate dal maltempo alla centrale operativa della polizia locale:  045 8078828». Nel frattempo quella appena trascorsa è stata una notte di grande apprensione anche in tutto l'Est Veronese, in particolare tra Monteforte e Soave, dove osservato speciale è soprattutto l'Alpone il cui livello si è innalzato nelle scorse ore in modo preoccupante.

La Provincia di Verona ha comunicato inoltre che «in seguito alle forti precipitazioni delle scorse ore, si è verificato uno smottamento sul versante di valle della strada provinciale 12, in un tratto tra Fosse e Sant'Anna D'Alfaedo». La Provincia fa sapere che «al momento è stato istituito un senso unico alternato di circolazione». Secondo quanto si apprende, inoltre, «nelle prossime ore non si escludono la chiusura del tratto o la deviazione del traffico pesante su altri percorsi». Sul posto sono presenti le ditte incaricate dalla Provincia alle manutenzioni e agli interventi urgenti, oltre al Sindaco Raffaello Campostrini, che ha allertato la Provincia stessa. 

Zaia avvia iter per lo "stato di crisi"

Secondo quanto si apprende da una nota della Regione, il presidente del Veneto Luca Zaia ha già avviato l’iter per la dichiarazione dello "stato di crisi" per le zone colpite dal maltempo. In attesa della firma da parte del governatore e dell’inoltro al Dipartimento nazionale della Protezione civile nazionale per la richiesta di proclamazione dello "stato di emergenza" da parte del Consiglio dei ministri, il decreto resterà "aperto" al fine di consentire agli enti locali di effettuare il censimento dei danni a opere pubbliche, infrastrutture, privati, aziende e siti produttivi e comunicarne gli esiti ai competenti uffici regionali. Lo "stato di crisi", al momento, riguarda comuni delle zone dell’Alto Vicentino, della Pedemontana trevigiana e il territorio della provincia di Belluno.

Unità di crisi della Protezione civile, Bottacin: «Attenzione ai massimi livelli»

Quella appena trascorsa è stata una notte particolarmente difficile per il sistema di Protezione civile regionale a causa del maltempo nel Bellunese: il Meschio è esondato a Cordignano creando numerosi allagamenti, e secondo quanto riferisce una nota della Regione Veneto, è in corso l’evacuazione dei 76 ospiti della casa di riposo del Comune di Alpago. Nell’alto Bellunese il rischio valanghe resta alto. Alle 11 è convocata la riunione dell’Unità di Crisi regionale della Protezione Civile ed è in corso una videoconferenza sul rischio valanghe con i sindaci dell’Alto Bellunese.

«La notte è stata particolarmente complessa, tra dissesti e frane che si sono verificati in provincia di Belluno, nell’Agordino, in Alpago nel Feltrino. - spiega l’Assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin - Ci sono stati vari allagamenti, il Meschio è esondato a Cordignano allagando vari quartieri. La situazione più delicata è nel comune di Alpago, dove stiamo procedendo all’evacuazione con autoambulanze di 76 ospiti non autosufficienti di una casa di riposo: vengono dirottati sull’altra casa di riposo di Ponte nelle Alpi e, in misura inferiore, in quella di Pieve di Cadore. Viste le persistenti piogge, l’attenzione resta ai massimi livelli - conclude l'Ass. Bottacin - Il monitoraggio della situazione è costante, si sta cercando di dare pronte risposte ai cittadini».

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