Vaccino antinfluenzale, Zaia: «Oltre un milione di dosi per il Veneto»

L'annuncio è stato fatto dal presidente regionale durante l'aggiornamento sull'emergenza coronavirus

 

Ospite a sorpresa oggi, 11 giugno, nell'aggiornamento del presidente del Veneto Luca Zaia sull'emergenza coronavirus. Ha potuto raccontare la sua esperienza di medico-Covid, uno dei 500 medici laureati, abilitati ma non specializzati assunti in Veneto dopo lunghe polemiche. Un dottore non specializzato, dunque, ma non un medico qualunque, bensì Carlo Santucci: l'uomo che ha salvato la vita ad una mamma di 39 anni durante un viaggio in treno. Un gesto premiato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Santucci lavora ora al pronto soccorso di Camposampiero e continua il suo percorso di formazione sul campo nella sanità veneta.

Prima di lasciare il microfono al dottor Santucci, Zaia ha letto il bollettino sulla diffusione del coronavirus in regione e poi ha diffuso alcune comunicazioni. Tra queste comunicazioni, c'è stato l'annuncio della positiva chiusura della gara per l'approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali per la prossima stagione rigida. «Abbiamo aggiudicato un milione e 300mila dosi, ampliabili fino a un milione e 567mila - ha detto Zaia - Il vaccino è raccomandato, ma non è obbligatorio. Siamo la prima regione italiana che ha chiuso questa gara e questo ci permetterà di programmare le vaccinazioni già dalla fine dell'estate».

Carlo Santucci si è preso poi il centro della scena dopo le risposte di Zaia alle domande dei giornalisti. «Il Veneto è una terra che mi ha accolto e mi ha permesso di formarmi durante questa emergenza del coronavirus - ha dichiarato - Di noi giovani medici non si occupa nessuno e sono le iniziative di Regioni virtuose, come lo è il Veneto, che permettono a noi di inserirci in un mondo del lavoro che spesso ci è precluso. Il Veneto ha assunto medici come me prima dell'emergenza, non ci ha chiamato all'ultimo momento e ci ha formato. Per me, quella in pronto soccorso è stata la prima esperienza, e sono stato in grado di sostenerla proprio grazie alla formazione che era stata progettata. Non siamo stati abbandonati, anzi, siamo stati tutelati sia con i dispositivi di protezione individuale sia con l'affiancamento di professionisti di eccellenza. Grazie a questa esperienza ho potuto aumentare le mie conoscenze, perché l'esperienza sul campo è la migliore scuola che ci possa essere».

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