Medici non specializzati in ospedale, via libera agli accordi con università

Coinvolti gli atenei di Padova e di Verona. Le intese contengono le linee guida per la rotazione dei medici specializzandi tra le strutture delle reti formative e le modalità di svolgimento della formazione

Incontro tra Regione Veneto, Scuole di Medicina delle Università di Padova e Verona e Ordini dei Medici

La giunta regionale del Veneto ha autorizzato a procedere alla firma degli schemi di accordo con le università di Padova e Verona per disciplinare le linee guida per la rotazione dei medici specializzandi tra le strutture delle reti formative delle scuole di specialità e le modalità di svolgimento della formazione per la loro assunzione a tempo determinato.

Gli accordi dovranno essere siglati dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e dai rettori di Padova, Rosario Rizzuto, e di Verona, Pier Francesco Nocini. Contengono misure per far fronte alla carenza di medici specialisti in alcuni settori, a causa del non adeguato numero di posti definito a livello nazionale per l'accesso alla formazione specialistica e dei numerosi pensionamenti.

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Gli accordi sono due. Il primo definisce i criteri secondo cui, durante gli anni del percorso formativo specialistico, gli specializzandi devono frequentare le strutture del servizio sanitario regionale inserite nella rete formativa. Il secondo delinea le modalità di svolgimento della formazione per il conseguimento del diploma di specializzazione da parte dei medici che frequentano le scuole di specializzazione dei due atenei veneti e sono assunti a tempo determinato presso le aziende sanitarie o gli altri enti del servizio sanitario regionale.

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