Lunedì, 14 Giugno 2021
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Verona, la Lega trascinata a destra da Salvini e guerra sulle liste. Tosi: "Così si perde contro Renzi"

Dalle ultime parole del sindaco di Verona ancor più evidente la frattura nel movimento che fu di Bossi. Il segretario nazionale incalza con pulsioni anti immigrazione e anti governo e punta alla leadesrhip del centrodestra "tradendo" il collega

Foto web

La Lega, con l'intera coalizione, schiacciata a destra "è il modo migliore per far vincere Renzi a mani basse". No all’uscita dall’euro, niente deriva destrorsa, no alla secessione, si alle ipotetiche primarie di centrodestra ma con diversi candidati. È la base del Tosi-pensiero, quello snocciolato su pagine dei quotidiani e cantato in tv, nei talk show. Nella fattispecie per sfidare Renzi si profila una sfida tra candidati leghisti. Il segretario Matteo Salvini da una parte, il sindaco di Verona e anche segretario della Liga Veneta dall’altra. A parlare, sulle pagine de La Repubblica, è lo stesso Flavio Tosi commentando le scelte del collega di partito (e amico?) Salvini. Il politico veronese ribadisce dunque che spostare a destra la Lega Nord sarebbe un errore: “Se per fermare Renzi vuoi coagulare un soggetto nuovo, questo dev'essere di centrodestra. Da sola, la destra non basta e non vince. Non bisogna incorrere nell'errore di regalare il centro al capo del Pd. Nella Lega sono stato il primo a dire che la secessione non si poteva fare, che ci voleva un progetto di respiro nazionale che allargasse il centrodestra. Mi fa piacere che oggi si percorra quella strada. Poi, certo, ci sono i contenuti, e su questo ho le mie opinioni, diverse da quelle del segretario federale”. Ecco dunque una stoccata contro i recenti avvicinamenti alla destra sociale francese di Marine Le Pen e le battaglie contro l'immigrazione.

Tosi ha commentato anche le indiscrezioni sul “patto con Maroni” che voleva lui come principale candidato alle primarie di centrodestra e Salvini segretari: "Quello era l'accordo, lo sottoscrivemmo prima dell'ultimo congresso io, Maroni e Salvini”. Candidatura leghista doppia alle primarie dunque? “Sarebbe anche meglio - ha spiegato Tosi -. Le primarie non devono essere di partito, altrimenti ciascuno mette i suoi candidati”.

LOTTA INTERNA? - Ma frizioni tra Tosi e Salvini erano già state segnalate. L’ultima in ordine di tempo è stata quella sulle liste da presentare alle Regionali 2015. Tosi ha già spiegato che sarà il Consiglio nazionale della Lega a decidere la presenza o meno delle civiche. La Liga Veneta, insomma, deciderà in autonomia. Nelle liste civiche, inoltre, non saranno ammessi candidati leghisti. Quest’ultimi andranno, se riterranno opportuno, nella squadra ufficiale sotto il simbolo di Alberto da Giussano. Non è difficile immaginare pesanti conseguenze: chi vorrà accaparrarsi un ruolo in Consiglio regionale sarà costretto a scendere a patti con numerosi “fratelli” di partito. Ad una lista starebbe pensando anche un’altra anima del movimento padano, il sindaco di Padova, Massimo Bitonci.

Non è chiaro ora sapere cosa ne verrà fuori, ma il Corriere Veneto motiva i “ma di pancia” come lotte di posizione interne e spiega che alla fine Tosi lascerà il campo a Zaia e alla sua civica. Ma intanto l’esperimento del 2012 per le Comunali a Verona, dove Tosi volle con se’ soltanto candidati svincolati dalla Lega Nord, si fa avanti, ripresentandosi per le Regionali. Una prima risposta potente del sindaco, insomma, a Salvini che aveva “stoppato” il collega veronese e una sua eventuale lista che potesse cannibalizzare i voti del partito maggiore. In più ci sarebbe quell’ipotesi di “tradimento” al patto stretto e sottoscritto con Maroni per agguantare la leadership di centrodestra.

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