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Maxi-stipendi Rai, i tosiani: "La Regione si attivi per evitare nuove scappatoie"

I consiglieri Stefano Casali, Giovanna Negro, Andrea Bassi, Maurizio Conte ha presentato alla Giunta una mozione perché chieda al Governo delucidazioni sulle buste paga da top manager di alcuni dirigenti della televisione pubblica italiana

Maxi stipendi Rai: la Giunta regionale si attivi presso il governo per impedire nuove scappatoie al tetto economico previsto per i dirigenti pubblici”. È il titolo della mozione presentata nei giorni scorsi dai consiglieri tosiani Stefano Casali, Giovanna Negro, Andrea Bassi, Maurizio Conte e che impegna la Giunta regionale “ad attivarsi con sollecitudine presso il Governo per avere delucidazioni in merito ai maxi-stipendi elargiti allegramente dalla Rai e per bloccare simili sprechi di denaro pubblico che offendono i lavoratori italiani e vigilando affinché, in futuro, non si trovino scappatoie o sotterfugi che permettano di superare il tetto dei 240mila euro all’anno previsti per i compensi dei manager pubblici”.

Secondo i consiglieri regionali: “Lo scandalo degli stipendi dei top manager Rai sopra i 200 mila euro ha scosso di polemiche il Paese, e grazie all’operazione trasparenza molti dati fino ad oggi sensibili sono stati resi pubblici online. Il direttore generale Rai Antonio Campo Dall’Orto percepisce una cifra annua che, tradotta in dollari, è ben oltre i settecentomila. Più del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il Governo ha quindi ignorato, di fatto, le buste paga d’oro e le agevolazioni di ogni tipo che giravano in Rai e divoravano gran parte del canone versato dai cittadini”.

Un duro colpo per quelle famiglie italiane – aggiungono i quattro - che faticano ad arrivare a fine mese e si trovavano inoltre a dover pagare anche un canone per la televisione pubblica che serviva a finanziare stipendi stellari. Chi ha guadagnato soldi grazie al canone pagato dagli italiani talvolta ha ricevuto cifre abnormi non giustificate da particolari responsabilità professionali”.

“Inoltre – concludono i quattro consiglieri - se si paragonano i costi complessivi delle altre emittenti private che non godono della presenza di un “canone” è chiara ed urgente la necessità di una riforma organica e complessiva della Rai”.

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