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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica Porto San Pancrazio / Lungadige Galtarossa

Agsm, Tosi: «Aumentate le bollette, ma anche sprechi e costi di consulenze»

Il candidato sindaco giudica negativa anche la gestione del personale. E la replica del presidente Casali, più che Tosi ha fatto arrabbiare l'ex presidente della multiservizi Paternoster

Il caro bollette è un problema per famiglie, imprese ed anche per le amministrazioni locali, ma a Verona è anche tema di scontro politico. Perché a Verona, quando si parla di luce e gas, si parla di Agsm (ora Agsm-Aim), la più grande azienda controllata dal Comune. E su come questa multiservizi possa aiutare i veronesi si è discusso e si discuterà ancora a lungo.

Ieri, 9 febbraio, ad intervenire è stato il candidato sindaco Flavio Tosi, il quale ha raccolto segnalazioni su «sprechi e consulenze milionarie» in Agsm-Aim. Una malagestione che sarebbe ancor più intollerabile in un periodo in cui cittadini e imprenditori si vedono recapitare a casa bollette pesantissime. Ma non basta, perché in Agsm-Aim sarebbero triplicati «costi e benefit del consiglio di amministrazione». Ed anche sul personale, Tosi, ha denunciato «l'assunzione di dirigenti senza curriculum specifico nel settore energetico ed il licenziamento di figure storiche che per anni hanno condotto l'azienda a produrre meritoriamente utili».
«Alla nostra pubblica richiesta di spiegazioni, il management nominato dal sindaco Federico Sboarina, anziché rendere conto di queste consulenze, si è trincerato nel silenzio - ha aggiunto l'ex primo cittadino - E ha persino sospeso un dipendente e licenziato un dirigente solo perché sospettati di aver contribuito alla fuga di notizie. Stiamo parlando di denaro pubblico e anziché secretare gli atti, ai cittadini e ai contribuenti andrebbe detto con trasparenza cosa fa la dirigenza politica dell’azienda con il denaro delle bollette».

Critiche superficiali e basate su una lettera anonima e su informazioni ricavata sui social network. Questa, in sostanza, la replica inviata a Tosi dal presidente di Agsm-Aim Stefano Casali. «Il dirigente recentemente assunto lavora, con solide competenze e comprovata esperienza, da oltre 20 anni nel settore delle multiutility e ha tutte le caratteristiche per ricoprire il ruolo richiesto - ha scritto Casali - E in merito ai licenziamenti, sono certo che, qualora dovesse intervenire la magistratura competente in materia, concorderà sulle nostre tempistiche e motivazioni. Sulle consulenze, durante il mandato da sindaco di Tosi e da direttore generale dell'ingegner Giampietro Cigolini, sono stati spesi 38 milioni di euro (3,8 milioni di euro/anno). Senza portare a termine nessuna fusione e quando la società era quasi la metà dell’attuale gruppo. Sottolineo che il piano degli investimenti di Agsm-Aim, nonostante le contingenze storiche, è in crescita e lo colloca tra le primissime multiutility a livello nazionale. Nel 2021 sono stati investiti 90 milioni di euro e per l’anno in corso si prevede un ulteriore significativo incremento con importanti ricadute sul territorio. Infine, sul caro bollette, vi è la precisa volontà di destinare più utili di bilancio possibili perché intervengano laddove ci siano situazioni sociali particolarmente difficili».
Mentre la risposta politica a Flavio Tosi è di Daniele Perbellini di Battiti Verona Domani: «L'ex sindaco dimentica che sotto la sua gestione, Agsm spendeva esattamente il doppio in consulenze ed incarichi dirigenziali. Consulenze che evidentemente non sono servite, ne sono state propedeutiche al rilancio dell’azienda o alla crescita e allo sviluppo su scala regionale e nazionale della stessa. Oggi Agsm, grazie all’attuale amministrazione e al nuovo managment, è invece una realtà di livello nazionale, un colosso del settore energetico. Il tutto nonostante le gravissime ricadute dovute all’emergenza Covid e all’impennata dei costi delle materie prime e le inevitabili ricadute sul costo delle bollette. Tosi la smetta di fare del facile populismo. Le campagne elettorali in finta salsa grillina, oltre ad essere passate di moda, non pagano».

Ma più che a Tosi, le parole di Perbellini e Casali non sono piaciute al leghista Paolo Paternoster, oggi parlamentare, che tra il 2007 e il 2017 è stato presidente di Agsm per cinque anni. Sui 38 milioni di euro spesi in consulenze nel decennio di amministrazione Tosi, Paternoster chiede «l'elenco di queste consulenze per verificarle una per una, avendo la certezza che quanto dichiarato non corrisponde per nulla al vero».
Inoltre, Paternoster ha ricordato l'impegno espresso durante la sua presidenza nella ricerca di un partner per rendere Agsm ancor più competitiva. «Già dal 2012 avevamo costituito la società mista Verona-Vicenza 2V Energy, propedeutica alla successiva vera e propria costituzione di una holding, cosa che è regolarmente avvenuta pochi anni dopo. Se quindi oggi c'è Agsm-Aim è grazie al lavoro costante, paziente e soprattutto competente effettuato dal 2010 in poi da un gruppo dirigente di Agsm che viene ora licenziato».

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