Domenica, 26 Settembre 2021
Politica Borgo Trento / Piazza Arsenale

Dubbi di Bertucco sulla bonifica all'ex Arsenale. Segala: «Non è aggiornato»

Il consigliere comunale ha evidenziato un disaccorto tra Provincia e Comune di Verona sulla strategia scelta per la bonifica, ma l'assessore gli risponde subito: «Con carte vecchie, solleva polveroni in ritardo»

Sarebbero profonde le divergenze tra Comune e Provincia di Verona sulla bonifica dei terreni dell'ex Arsenale interessati dalla presenza di metalli pesanti. Ne è convinto il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, dopo la lettura dei verbali delle conferenze dei servizi del 31 marzo 2021 e del 22 ottobre 2020. «Emerge - ha fatto sapere Bertucco - che la strategia di bonifica ipotizzata dal Comune è stata bocciata dai tecnici della Provincia fin dall'ottobre 2020 in quanto ritenuta non sufficientemente affidabile».

La tecnica di bonifica pensata dal Comune era basata sulla rimozione di uno strato superficiale di terreno di circa 50 centimetri e sulla posa di una protezione come separazione dagli strati più profondi inquinati. I tecnici provinciali hanno dato parere negativo alla proposta in quanto «non sembra poter assicurare piena conformità ai requisiti, previsti dalla legge, dell'isolamento completo e definitivo e poter fornire garanzie sufficienti ai fini della protezione ambientale e delle persone in considerazione della destinazione d'uso futura prevista per l'area - hanno scritto gli stessi tecnici - Con la concreta possibilità che la sua integrità e continuità nel tempo venga compromessa. Un utilizzo dell'area quale quello previsto richiederebbe un risanamento concreto ed effettivo della stessa, onde scongiurare qualsiasi rischio attuale o futuro per l'ambiente e per le persone e garantire con certezza un adeguato livello di protezione».

«Le ulteriori analisi disposte dalla conferenza ad agosto non sono dunque finalizzate a dirimere la diatriba tra Provincia e Comune ma a capire, di preciso, in quali punti e a quale profondità si dovrebbe scavare per asportare le parti inquinate - ha concluso Bertucco - Anche perché, precisano i tecnici, la tecnica del copertura è standardizzata per le discariche ma non esistono riferimenti di sicurezza per situazioni particolari come quella all'ex Arsenale. Da tener conto, inoltre, che gli eventi atmosferici estremi, a cui i cambiamenti climatici ci stanno ormai purtroppo abituando, possono introdurre repentine modificazione quali smottamenti e crollo di alberi. La soluzione dello scavo in profondità non sarebbe tuttavia indolore perché, al di là dell'aumento esponenziale dei costi della bonifica, sarebbe destinata ad incidere negativamente su molti alberi secolari presenti all'Arsenale. Senza contare il rischio di incontrare reperti archeologici o bellici di rilievo, che nel sito sono praticamente certi. L'amministrazione comunale sia chiara e non nasconda ulteriori informazioni. Come avevamo previsto fin dall'inizio la bonifica dell'ex Arsenale non sarà una passeggiata e la città non può essere chiamata a scegliere tra la sicurezza degli utenti e la preservazione del patrimonio arboreo».

Ma per l'assessore all'ambiente del Comune di Verona Ilaria Segala, quello di Bertucco è un autogol perché le informazioni in mano al consigliere comunale non sono aggiornate. «Il progetto definitivo del Comune per la bonifica dell'Arsenale prevede lo scavo di 50 centimetri come richiesto dall'Arpav e il monitoraggio della falda attraverso cinque piezometri già installati. Gli uffici tecnici della Provincia che chiedevano invece lo scavo di due metri, praticamente come la bonifica di Porto Marghera, a marzo scorso non si sono nemmeno presentati alla conferenza di servizi in cui è stata decisa la misura. Si tratta di una questione sulla quale insieme ad Arpav stiamo lavorando da ottobre 2020 e che sta andando avanti nell'interesse della salute dei cittadini. Ricordo che, diversamente da chi ci ha preceduto, noi abbiamo commissionato una perizia ad hoc che ha confermato l'eventuale pericolosità del terreno solo nell'inaspettato caso di ingestione del terreno e in nessun'altra evenienza. Il consigliere Bertucco invece che sollevare polveroni in ritardo farebbe bene a informarsi su ciò che è stato fatto in questi mesi. Mi sarei aspettata che si dicesse d'accordo quando abbiamo commissionato la perizia o quando abbiamo posizionato i piezometri, non quando trova carte vecchie».

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