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Ex Arsenale, ultimi traslochi prima del cantiere «che dà il via alla rinascita»

Due sarcofaghi da 10 tonnellate ciascuno ed alcuni reperti ossei finora conservati nel compendio finiranno al Forte Santa Caterina del Pestrino. Questo permetterà ai lavori di ristrutturazione di partire

Trasloco degli ultimi reperti dall'ex Arsenale

È iniziato oggi, 9 settembre, all'ex Arsenale di Verona il trasloco di due sarcofaghi da 10 tonnellate ciascuno, più una considerevole quantità di reperti ossei che fino ad oggi erano stati conservati nelle palazzine della corte ovest del compendio. La necessità di sgomberare tutti i depositi di vario genere collocati in via provvisoria negli spazi dell'ex Arsenale è sorta da poche settimane, da quando cioè sono arrivate le tanto attese gru che hanno decretato l'avvio del cantiere vero e proprio.
I reperti archeologici sono gli ultimi a lasciare il sito. Per le loro caratteristiche è stato necessario organizzare uno spostamento ad hoc, con strumenti e macchinari appositi, come indicato dalla Soprintendenza che ne è proprietaria. Tutto il materiale sarà trasportato al Forte Santa Caterina del Pestrino, dove saranno depositati in attesa di una collocazione che li valorizzi e li renda visibili alla cittadinanza. Tra le ipotesi al vaglio di Comune e Soprintendenza, vi è quella di utilizzare una parte dell'area verde, circa 250mila quadrati, per creare un parco archeologico all'aperto, una sorta di museo in cui esporre una parte del ricco patrimonio archeologico di varie epoche che la città non smette di regalare.

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I SARCOFAGHI E I REPERTI TRASLOCATI DALL'ARSENALE

Si tratta del materiale archeologico rinvenuto durante i lavori per la costruzione del parcheggio interrato di Piazza Corrubbio a San Zeno. Era il 2010 quando gli scavi portarono alla luce una vera necropoli medievale ma con elementi risalenti anche all'epoca romana. Le tombe rinvenute erano facilmente smontabili e asportabili dal luogo di ritrovamento, anche perché prive di strutture massicce e corredi. Due di queste sono state destinate provvisoriamente agli edifici della corte ovest dell'ex Arsenale, dove sono rimaste fino ad oggi.
Nei mesi scorsi, in vista dei lavori, hanno traslocato anche gli altri materiali temporaneamente alloggiati nel compendio, dai faldoni dell'Ordine degli avvocati a quello di diversi archivi. Trasloco forzato anche per il Centro di Riuso Creativo del Comune, che ha spostato la sede solo di qualche decina di metro.

IL CANTIERE DELL'ARSENALE

In parallelo si sta allestendo il cantiere vero e proprio per i grandi lavori, perché tra meno di un anno e mezzo il compendio avrà tetti nuovi, muri ristrutturati e sarà a posto dal punto di vista sismico. Il cronoprogramma prevede 542 giorni di lavoro, per un investimento di circa 5 milioni di euro.
Nelle scorse settimane sono state fatte le indagini e i rilievi necessari per il posizionamento delle strumentazioni di lavoro, l'ispezione delle porzioni interrate rinvenute di recente, lo spostamento dei materiali e l'allestimento dei ponteggi lungo gli edifici interessati dai primi interventi.
Una novità riguarda il posizionamento di 5 piezometri in altrettanti punti del sito, strumenti cilindrici che vengono utilizzati per monitorare i livelli della falda acquifera. Verranno posizionati nel terreno e lasciati lì per circa un anno e mezzo, tempo necessario per tenere sotto osservazione i valori delle falde sottostanti e controllare costantemente che non ci sia rischio inquinamento.
I lavori sono partiti dalla corte ovest, quella destinata ad ospitare l'Accademia delle Belle Arti. Una volta messi in sicurezza i tetti e i parametri antisismici, si interverrà sugli interni. Nello specifico si tratta di mettere mano ad una mole di coperture pari a 22mila metri quadrati di superficie, verranno cioè rifatti tutti i tetti delle palazzine dell'ex Arsenale, ad eccezione della Palazzina di Comando, l'unica che non necessita di tale intervento.

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«È il cantiere che dà il via alla rinascita dell'Arsenale - ha commentato il sindaco Federico Sboarina - Gli interventi effettuati fino ad ora, come l'abbattimento degli edifici non vincolati, la messa in sicurezza di alcune coperture troppo ammalorate e i lavori preparatori per la realizzazione della prima parte del parco, hanno di fatto anticipato il cantiere per eccellenza, quello atteso ormai da decenni e che finalmente è arrivato. Questo è il punto di non ritorno, i lavori andranno avanti speditamente, prima con il rifacimento dei tetti, della messa in sicurezza e dell'antisismica, per poi procedere con tutto il resto».
Nel merito del trasloco archeologico, l'assessore Ilaria Segala ha dichiarato: «Era uno spostamento concordato con la Soprintendenza, soprattutto per la loro collocazione finale, perché sono delle tombe di notevole importanza storica. Vengono spostate al complesso di Forte Santa Caterina, dove c'è in previsione di creare un vero e proprio parco archeologico. Erano gli ultimi spostamenti da effettuare, ma anche i più macchinosi per il peso e le caratteristiche dei reperti. Ora possiamo partire anche qui con i ponteggi per le coperture».

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