Avvisi di garanzia sull'affare Agsm-Unicoge, M5S: «Ci avevamo visto lungo»

Il consigliere regionale Manuel Brusco: «Avevamo messo in guardia le amministrazioni comunali dai rischi di un'operazione opaca che sembra fare più gli interessi della politica che dei cittadini»

I loghi di Unicoge e Agsm

«Sulla vicenda Agsm Energia Est Veronese noi del Movimento 5 Stelle ci avevamo visto lungo da tempo». Anche il consigliere regionale Manuel Brusco ed il consigliere comunale Alessandro Gennari, entrambi pentastellati, rivendicano il loro voto contrario in consiglio comunale all'affare Agsm-Unicoge. Un voto che li ha messi al riparo dagli avvisi di garanzia inviati nei giorni scorsi a chi, invece, votò a favore.

Con l'approvazione del consiglio comunale di Verona si autorizzò la nascita di una nuova impresa (Agsm Energia Est) per acquistare quote della società Unicoge ed ottenerne così il controllo. Le quote da comprare erano quelle dei Comuni di Colognola ai Colli, Lonigo, Soave e Zimella. E con questa acquisizione, Agsm Energia Est, insieme a San Bonifacio e a Cologna Veneta, avrebbe posseduto l'80% di Unicoge, società di luce e gas di San Bonifacio.
Il sospetto, però, è che tutta questa operazione abbia leso il diritto di prelazione di Sinergas, l'operatore privato di Unicoge. E per questo sono partite le indagini.

«Avevamo messo in guardia le amministrazioni comunali dai rischi di un'operazione opaca che sembra fare più gli interessi della politica che dei cittadini - ha commentato Brusco - Per noi era una questione di trasparenza, ora condivisa anche dalla magistratura. E pensare che l'amministrazione di San Bonifacio dava dell'incompetente alla nostra consigliera comunale Anna Firolli, cercando così di zittirla, quando sollevava la questione».
«Occuparsi del bene pubblico richiede impegno e studio per tutelare gli interessi dei cittadini, e assumersi la responsabilità - ha aggiunto la stessa ex consigliera - Abbiamo fatto quanto potevamo per avvisare anche gli organi competenti affinché vigilassero su quanto accadeva. Purtroppo avevamo ragione. Cercare la verità, anche se costa fatica, attacchi politici e perfino personali, prima o poi paga».
«È naturale sospettare che si sia cercato di fare un'operazione di acquisizione aggirando obblighi di legge - ha concluso Gennari - Una situazione come questa con una pioggia di avvisi di garanzia a livello istituzionale deve imporre una riflessione politica sul sistema delle coalizioni e l'indipendenza del voto di ogni singolo consigliere». 

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