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Daniele Polato, assessore alle partecipate di Verona e il sindaco Federico Sboarina

Daniele Polato, assessore alle partecipate di Verona e il sindaco Federico Sboarina

Dubbi di legittimità sull'affare Agsm-Unicoge e partono avvisi di garanzia

Gli avvisi della Procura hanno raggiunto i sindaci e i consiglieri comunali che approvarono un affare che potrebbe aver leso il diritto di prelazione dell'operatore privato Sinergas

«Stiamo dando ad Agsm la possibilità di accrescere il proprio volume d'affari», queste le parole usate dall'assessore alle aziende partecipate del Comune di Verona Daniele Polato durante il consiglio comunale in cui si approvò la nascita di una nuova impresa per acquistare quote della società Unicoge ed ottenerne così il controllo. L'operazione si doveva concretizzare tramite Agsm ed infatti la denominazione della nuova società era Agsm Energia Est Veronese.
Questa nuova società, insieme ai Comuni di San Bonifacio e di Cologna Veneta che già detenevano un terzo di Unicoge, avrebbe dovuto acquisire le quote degli altri soci pubblici (che sono i Comuni di Colognola ai Colli, Lonigo, Soave e Zimella), arrivando così a possedere più dell'80% dell'azienda di luce e gas che ha sede a San Bonifacio e che ha un giro d'affari di decine di milioni di euro. La maggioranza del consiglio comunale di Verona votò a favore, così come votarono a favore i consiglieri comunali di San Bonifacio e di Cologna Veneta. Ma ora tutti coloro che votarono a favore sono stati raggiunti da un avviso di garanzia. Per la Procura di Verona, quell'operazione offriva ad Agsm la «possibilità di accrescere il volume di affari» ma in modo presumibilmente ingiusto perché irrispettoso del diritto di prelazione dell'operatore privato di Unicoge, Sinergas.

Ad aver ricevuto gli avvisi di garanzia per l'«operazione Unicoge» sono stati il sindaco di Verona Federico Sboarina, quello di Cologna Veneta Manuel Scalzotto e tutti i consiglieri comunali di Verona, San Bonifacio e Cologna che approvarono l'affare. «Se varie autorità di controllo, per la mancanza di gara pubblica, hanno giustamente sollevato un problema di legittimità sul 2% dell'aeroporto Catullo che il Comune di Villafranca cedette a Save, come potevano il Comune di Verona e Agsm sperare di farla franca? - si chiede e commenta il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Il Comune di Verona ha portato avanti un'operazione discutibile sul piano legale tra Agsm e Unicoge. Un'operazione finanziaria che in consiglio comunale avevamo aspramente condannato e criticato e ora la Procura della Repubblica di Verona conferma quanto avevamo sostenuto».

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