Verona, Tosi al fianco dei tassisti contro l'App Uber: "La liberalizzazione nel settore è da evitare"

Il sindaco incontra gli autisti a pagamento che a Verona sono 177: "Garantiamo non solo la qualità del servizio dei taxi pubblici, ma anche la sicurezza degli utenti. L’attività va bene così com'è: normata dallo Stato e gestita da professionisti"

I tassisti veronesi incrociano le braccia per lo sciopero contro Uber

Il sindaco Flavio Tosi ha ricevuto mercoledì mattina, sulla scalinata di palazzo Barbieri, sede municipale, una delegazione di tassisti veronesi, riunita con la rappresentanza di categoria Cna di Verona, ferma oggi per un’ora per protestare contro l’abusivismo nel mondo del trasporto pubblico e l’applicazione per smartphone "Uber". A spiegare le motivazioni dello sciopero il presidente dell’Unione radiotaxi Verona, Bruno Tacchella, il presidente di RadioTaxi Veneto, Giorgio Bee, e il responsabile di categoria per Cna Verona, Stefano Sella.

“Dopo l’incontro tra il presidente della Lombardia Roberto Maroni e il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che si sono espressi contrariamente alla diffusione del servizio Uber in Italia – ha detto Tosi - anche l’amministrazione comunale veronese sostiene questa linea a supporto dei tassisti e si farà parte attiva di questa battaglia a Roma, in quanto è il governo che deve legiferare in merito. Si tratta di garantire non solo la qualità del servizio dei taxi pubblici, ma anche la sicurezza degli utenti, in quanto se oggi l’attività è normata dallo Stato ed è gestita da professionisti, una eventuale liberalizzazione porterebbe ad operare nel settore tanta gente improvvisata. I taxi sono pubblici e tali devono rimanere e, soprattutto in questo periodo di crisi durante il quale si sono già registrati cali del fatturato, dobbiamo tutelare i 177 tassisti veronesi e le loro famiglie. Ringrazio pertanto la categoria, per aver manifestato per un’ora a sostegno dei colleghi di Milano, senza creare disservizi ma segnalando un fenomeno che purtroppo è in espansione e va arginato”.  

Uber è un’applicazione che permette di noleggiare delle auto con conducente. Lanciata a San Francisco nel 2009 e si è diffusa in 36 città nel mondo, provocando massicce proteste da parte dei tassisti: in Italia il centro delle polemiche è Milano. “La protesta arriva dal capoluogo lombardo, chi aderisce lo fa spontaneamente – afferma Sella del Cna -. La nostra volontà non è stata quella di creare disservizio, ma sensibilizzare, tanto più che lo sciopero è durato un’ora soltanto, rispetto alle 14 ore indette a Milano, Bergamo e Varese: lo abbiamo fatto solo con lo scopo di accendere i riflettori, anche a Verona, su questo vero e proprio abuso. È questo che si nasconde dietro la realtà Uber: un noleggio con conducente (ncc) che funziona come un taxi”.

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