Verona, sciopero dei tassisti cittadini mercoledì 11 giugno: si protesta contro l'applicazione Uber

Un segnale di protesta, attuata per solidarietà nei confronti dei colleghi di Milano. Ma soprattutto, per scongiurare che l’applicazione "Uber " si diffonda anche a Verona. Sono 177 i tassisti nella città scaligera

Sciopero dei tassisti mercoledì 11 giugno. Un blocco breve: si tratterà di un’ora, dalle 11 alle 12. Ma è un segnale, comunque una protesta, attuata per solidarietà nei confronti dei colleghi di Milano; ma soprattutto, per scongiurare che l’applicazione "Uber " si diffonda anche a Verona.

Sono 177 i tassisti nella città scaligera; di questi, 173 sono in cooperativa, con tariffe concordate con il Comune. E in Comune, a palazzo Barbieri, i tassisti si presenteranno mercoledì 11 giugno, pronti a essere ricevuti dal sindaco Flavio Tosi in persona per discutere sulla problematica.

PER SMARTPHONE - Uber è un’applicazione che permette di noleggiare delle auto con conducente. Lanciata a San Francisco nel 2009 e si è diffusa in 36 città nel mondo, provocando massicce proteste da parte dei tassisti: in Italia il centro delle polemiche è Milano. “La protesta arriva dal capoluogo lombardo, chi aderisce lo fa spontaneamente – afferma Stefano Sella, responsabile di categoria per la Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato di Verona -. La nostra volontà non è creare disservizio, ma sensibilizzare, tanto più che lo sciopero dura un’ora soltanto, rispetto alle 14 ore indette a Milano, Bergamo e Varese: lo facciamo solo con lo scopo di accendere i riflettori, anche a Verona, su questo vero e proprio abuso. È questo che si nasconde dietro la realtà Uber: un noleggio con conducente (ncc) che funziona come un taxi”.

TASSISTI ABUSIVI: UNA "CROCE" PER VERONA. COME RICONOSCERLI

A scatenare la “rivolta dei tassisti”, che a Verona prende il colore della sensibilizzazione, è un piccolo particolare: l’applicazione Uber utilizza il noleggio con conducente senza partire dalla rimessa. Il che equivale il servizio a quello di un tassista. “La legge quadro, la 21/92 che disciplina l’autoservizio pubblico non di linea, parla molto chiaro – sottolinea Sella -: il servizio parte dalla rimessa (art. 11 comma 3 e 4 della legge 21/92). Non è quindi un servizio ncc, ma un vero e proprio servizio taxi. Voglio comunque sottolineare che non bisogna fare di tutt’erba un fascio: non tutti gli ncc lavorano in questo modo”.

A Verona, per ora, pare non ci sia pericolo che l’applicazione Uber trovi campo fertile per mettere radici, “ma prevenire è meglio che curare”, conclude Sella. Perché “non è tutto oro quello che luccica”.

“Il tassista veronese – aggiunge Sella - non ha paura di Uber. Perché abbiamo anche noi i servizi. E i controlli sono presenti e buoni, a tutela del cliente”. È al servizio App dei tassisti veronesi a cui Sella allude, e che ‘fa concorrenza’ a Uber: si chiama "AppTaxi", ed è una App gratuita, utile a prenotare in modo semplice e senza attese.

Saranno garantiti i trasporti ad anziani, donne incinte e portatori di handicap e persone dirette in ospedale.

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