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Verona, senza corrente a Ferragosto e così chiamano l'elettricista: mille euro per il lavoro di un'ora

Un rapido controllo in internet ha permesso di appurare che i pezzi di ricambio utilizzati dall'elettricista erano acquistabili a 60 euro e che il lavoro sul salvavita non era difficile. Via al contenzioso

Dovranno pagare quasi mille euro per il servizio di riparazione reso dall’elettricista, a Ferragosto. O almeno “dovrebbero pagare”. Si, perché la coppia di veronesi che il 15 agosto si è rivolta ad un professionista per sopperire al blackout nella loro abitazione hanno fatto ricorso all’associazione di consumatori Adiconsum per vederci chiaro. Possibile che una riparazione costi così tanto? Toccherà agli esperti valutare la situazione. Per ora, come spiega il Corriere del Veneto, un rapido controllo in internet ha permesso di appurare che i pezzi di ricambio utilizzati dall’elettricista erano acquistabili a 60 euro e che il lavoro sul salvavita non ha impiegato più di un’ora. “Manodopera d’oro”, si direbbe.

Ad accorgersi del gusto era stata la donna di casa, che poi aveva chiamato il marito che però era impossibilitato a intervenire perché era in montagna. Così avevano composto il numero di un tecnico di Pronto intervento trovato sugli elenchi telefonici. Sarebbe stato proprio lui in persona a chiedere un impegno alla signora di saldare il contro appena finito il lavoro. Risultato: 800 euro più Iva di lavori. Alla fine la signora ha firmato una assegno che per sua natura è immediatamente rintracciabile. Ora partiranno le contestazioni. A partire da quell’impegno che la donna doveva assicurare sul pagamento. Spiega Davide Cecchinato responsabile di Adiconsum Verona che

«La legge non lo prevede in alcun caso. E comunque, anche se è Ferragosto o comunque un altro giorno di festa, non dovete fermarvi al primo recapito telefonico che trovate sulle Pagine gialle o su quelle bianche online. Piuttosto, spendete qualche minuto in più per fare due-tre telefonate e comunque, in ogni caso, fatevi dire quanto costa l’uscita del tecnico di cui avete bisogno».

Il prossimo passo sarà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla società del tecnico per contestare l’importo “assurdo” e infine muoversi fino dal giudice di pace che potraà valutare se ridurre la retribuzione.

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