Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza dei Signori

Verona, emergenza profughi: l'esame delle domande di protezione internazionale

La commissione territoriale per l'esame delle domande di protezione internazionale della Prefettura di Verona riceve migliaia di richieste. Ecco come funziona la procedura

La commissione territoriale per l'esame delle domande di protezione internazionale che ha sede nella Prefettura scaligera deve gestire i richiedenti asilo non solo di Verona, ma anche di Vicenza, Treviso, Trento, Bolzano e Belluno. Sono migliaia le richieste trattate a Verona. Ma come funziona la procedura per la richiesta di protezione internazionale?

Dopo essere arrivato qui in Italia, o essere anche sbarcato altrove, il migrante deve essere identificato e ottenere un permesso di soggiorno provvisorio, altrimenti, si passa all'espulsione immediata. Questo permesso di soggiorno diventa definitivo solo se ci sono le condizioni richieste e a valutare queste condizione è appunto la commissione territoriale per l'esame delle domande di protezione internazionale.

Su L'Arena, dà un quadro della situazione la presidente della Commissione, Adriana Sabato: "In eredità ci siamo portati 1.794 domande, mentre oggi le domande pendenti per tutte le zone di nostra competenza sono già 2.727. A lavorare siamo in quattro persone, con una media di dieci-dodici audizioni al giorno. Si tratta di un iter complesso, poichè i richiedenti devono essere convocati, ascoltati, e il colloquio dura almeno due ore, sempre con interpreti, e verbalizzati. Poi i membri della commissione fanno le loro proposte e quindi si passa al decreto".

Come riporta L'Arena, sono quattro i decreti possibili: concessione dello status di rifugiato, protezione sussidiaria, protezione umanitaria e rigetto. Finora, a Verona, il 56,7% delle richieste si è concluso con un rigetto, mentre solo il 7,8% ha ottenuto lo status di rifugiato. Unendo tutti i territori di competenza, la percentuale di rigetti sale al 62,8%.

Sempre su L'Arena, l'avvocato Paolo Tacchi Venturi spiega come funziano i tre status e il rigetto: "Lo status di rifugiato è molto difficile da dimostrare poichè una persona deve dimostrare di essere personalmente perseguitata nel suo Paese per motivi religiosi o politici. Gli altri due tipi di protezione riguardano il riconoscimento di rischi ambientali o di persecuzione di un gruppo. Comunque, questi tre tipi di status permettono al migrante di ottenere un permesso di soggiorno e di godere della protezione dello Stato che lo ospita. Chi ha avuto rigettata l'istanza, invece, ha 30 giorni per fare ricorso, e guadagnare circa un anno e mezzo in attesa della sentenza, restando nella legalità e godendo ancora di aiuti. Ma se poi l'esito è negativo, il migrante rischia di trovarsi nella clandestinità, senza più tutele e con il rischio di finire nel tunnel dell'illegalità".

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