Fumogeni e cori in piazza Erbe contro Conte e il DPCM: indaga la Digos

Il corteo non aveva l'autorizzazione della Questura, inoltre non tutti i partecipanti avrebbero avuto la mascherina e non sarebbero state rispettate le misure di distanziamento. L'accensione del fumogeno vìola invece le norme del codice penale

La protesta andata in scena in piazza Erbe domenica notte - Immagine dalla pagina FB di Traguardi

Notte di proteste quella tra domenica e lunedì in piazza Erbe. Dopo le manifestazioni avvenute a Napoli e Roma per contestare le misure anti Covid messe in atto dall'ultimo Dpcm, che tra le altre cose prevede lo stop del servizio al tavolo alle 18 per le attività di ristorazione, oltre alle chiusure di palestre, piscine e altro, circa un centinaio di individui si sono radunati per dare vita ad un corteo. 

Secondo quanto riferito dalla Questura, il gruppo si è radunato nella zona dell'Arsenale intorno alle 11.30 e, percorrendo le vie del centro, ha raggiunto a piedi la piazza, solitamente indicata come punto di riferimento della movida scaligera. Cori che inneggiavano alla "libertà" e insulti al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sono stati lanciati dai manifestanti, che hanno anche acceso alcuni fumogeni nel cuore di Verona. 

Il tutto è avvenuto sotto gli occhi degli uomini delle Volanti, che non sono intervenuti per non rischiare di aggravare la situazione, ma ora sulla vicenda indaga la Digos della Questura scaligera. Il corteo infatti non era autorizzato dagli uffici di lungadige Galtarossa, che ora stanno visionando i filmati per identificare i partecipanti della manifestazione, che sarebbe durata circa un'ora. 
Nel corteo non tutti avrebbero avuto la mascherina e non sarebbero state rispettate le norme di distanziamento sociale, che porterebbero dunque a sanzioni amministrazione. Si indaga inoltre per la violazione dell'articolo 703 del codice penale, relativa all'accensione di un fumogeno in centro abitato, che procurerebbe guai ben peggiori ai trasgressori. 

«Verona, domenica sera: nella piazza simbolo della città un'orda di balordi improvvisa una manifestazione, spacciata per spontanea e promossa da commercianti, per protestare contro i dpcm». È Traguardi a commentare le immagini delle proteste andate in scena nella tarda serata di domenica
«Fumogeni, grida contro il governo, volti coperti, non a tarda notte in un luogo isolato ma nel pieno del centro storico. Scene inquietanti in tempi normali, che diventano doppiamente intollerabili in questo frangente.
Impossibile non chiedersi dove fosse l'amministrazione, dove fossero le forze di sicurezza, dove fossero il Sindaco e i suoi assessori muscolari, prontissimi a fare ordinanze per chiudere solo le piazze che fanno comodo e retate contro dieci ragazzini, ma invisibili quando si tratta di tutelare la sicurezza dei veronesi e il decoro della città».

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