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Paradosso Melegatti, boom di vendite ma c'è lo spettro della cassa integrazione

La campagna di solidarietà ha funzionato anche troppo bene, con la domanda di prodotti che ha superato l'offerta. La dirigenza però non pare intenzionata a produrre più del previsto e con i sindacati già parla di cassa integrazione per i lavoratori

Dopo un mese di ottobre terribile, dove sembrava che la storica azienda Melegatti rischiasse addirittura di chiudere, a novembre la produzione era ripartita grazie ad un piano di salvataggio che ha permesso alla ditta che più di 100 anni fa inventò il pandoro di raggiungere gli scaffali di vendita con i propri prodotti anche in questo periodo prenatalizio. E non solo gli operai erano riusciti nell'impresa di produrre la quantità di dolci prevista dal piano, ma addirittura la richiesta ha superato l'offerta, grazie anche ad una campagna di solidarietà che ancora gira attraverso il web.

E per questo che la notizia diffusa da Rita Querzé tramite il Corriere della Sera stupisce. Stupisce perché in un momento in cui c'è una forte domanda di prodotti Melegatti, la dirigenza non solo pare intenzionata a non produrne di più del milione e mezzo di pezzi previsto, ma ha anche comunicato ai sindacati di voler far scattare la cassa integrazione. Da parte loro, i rappresentanti dei lavoratori non solo hanno manifestato il loro parere contrario, ma stanno organizzando delle assemblee con i dipendenti.

La direzione non vuole produrre altri pandori perché il Natale è ormai troppo vicino e il rischio è far arrivare sugli scaffali dei prodotti che poi non potrebbero essere venduti a prezzo pieno.

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