Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Obbligo di mascherina all'aperto anche in spiaggia? Come stanno le cose oggi e cosa potrebbe cambiare

Il 31 luglio scade lo "stato di emergenza" e da lunedì inizia ufficialmente l'estate, a che punto siamo quest'anno con l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto?

Mascherine in spiaggia

Dalla scadenza dello "Stato di emergenza" prevista per il 31 luglio, salvo nuova proroga (ad oggi abbastanza probabile), all'obbligo della mascherina sia all'aperto che al chiuso, il governo italiano si appresta a prendere nuove determinanti decisioni per la seconda "estate Covid" ormai agli esordi. Luglio sarà il mese della tintarella mascherata? Oppure in spiaggia all'aria aperta si potrà evitare di indossare la mascherina? Come ci si deve comportare già oggi al riguardo? Tutte domande cui bisognerebbe provare a dare una risposta certa, rendendo quando più chiaro possibile il distinguo tra le situazioni in cui effettivamente la mascherina risulta essere ancora oggi uno strumento indispensabile e quelle invece nelle quali è possibile non utilizzarla.

Per il momento, dal punto di vista normativo, come stanno le cose? Per ora l'obbligo di utilizzare la mascherina non fa particolari distinzioni tra situazioni all'aperto o al chiuso, ma tutto ciò ha comunque generato nel concreto della quotidianità qualche contraddizione. La regola generale afferma che «è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale [quindi anche in zona bianca, ndr] di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto» (Dpcm 2 marzo 2021, Art. 1, comma 1). Allo stesso tempo, tuttavia, viene aggiunto al comma successivo che «non vi è obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi».

Tutto questo vuol dire che, facendo un esempio per capirsi, se una famiglia di persone conviventi decide il lunedì pomeriggio di andare sul lago di Garda in una spiaggia a bassa frequentazione e si trova continuativamente "isolata" da altre persone, la mascherina nel prendere il sole può già oggi evitare di indossarla. Viceversa, se la stessa famiglia si recherà sul lago di Garda la domenica in una spiaggia sovraffollata dove l'«isolamento da persone non conviventi» è impossibile da mantenere «in modo continuativo», allora la mascherina diverrà obbligatoria. E, tuttavia, se si dovesse decidere di fare il bagno, essendo un'attività sportiva, a quel punto verrebbe meno l'obbligo di tenere la mascherina in acqua. Allo stesso modo la situazione risulta oltremodo contraddittoria se si pensa che sedendosi in un bar a quel punto, sia all'aperto che al chiuso, la mascherina si può evitare di indossarla. 

Insomma, nella complessità di queste situazioni cui si somma la visione di immagini televisive nei Tg nazionali che ritraggono tifosi azzurri festanti in piazza prima dell'inizio delle partite dell'Italia regolarmente tutti con mascherina calata sotto il mento, si ben comprende che vi sia qualcuno che spinga perché l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto venga quantomeno rivisto se non rimosso del tutto. Fa caldo, la curva dei contagi decresce ogni giorno, forse è ora di obbligare le persone ad utilizzare il dispositivo solo negli spazi al chiuso (dai mezzi pubblici agli altri contesti chiusi con affollamenti), o eventualmente ancora all'aperto ma solo in alcune situazioni particolari ben definite (ad esempio per il pubblico di spettacoli o eventi sportivi). Il governo probabilmente dovrà affrontare la questione di qui a qualche giorno, essendo che ad esempio il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato esplicitamente di volerla sottoporre all'attenzione del presidente Mario Draghi: «Sarà una nostra proposta sicuramente. - ha detto Salvini a Radio Anch'io - Se tutta Europa sta andando in questa direzione, anche in realtà messe meno bene di noi, dobbiamo considerare anche noi questa opportunità». 

In effetti, la Francia ad esempio è da oggi "mask free" all'aperto, più nel dettaglio l'obbligo di indossare le mascherine all'esterno non è più previsto «salvo alcune circostanze, quando ci si raggruppa», così come in Germania è stata pensata una misura simile, oppure anche in Austria e presto pure la Spagna dovrebbe muoversi in questa direzione. Insomma, è difficile pretendere di rilanciare il turismo se poi si impongono ai turisti mascherine obbligatorie all'aperto in spiaggia, mentre i rispettivi Paesi di provenienza hanno già allentato le norme. Basti pensare a come andò in Italia lo scorso anno in estate: obbligo di mascherina negli spazi al chiuso, fatti salvi i protocolli (il che significava che al ristorante o in sauna, anche se al chiuso, comunque non la si indossava), ma all'aperto nessuna imposizione, con però alcune autorità locali, dai governatori ai sindaci (ad esempio in località ad altissima densità turistica) che stabilivano l'obbligo anche all'aperto in alcune aree particolarmente affollate.

Ad esprimersi su questi temi recentemente con parole molto nette è stato l'infettivologo Bassetti, il quale ha dichiarato esplicitamente che la mascherina in spiaggia a suo avviso «è una stpidaggine dire di metterla», suggerendo «un cambio di visione», perché la mascherina d'ora innanzi andrebbe «usata dove serve e deve divenatre un presidio facoltativo, almeno all'aperto». Ora non resta quindi che attendere le prossime mosse del governo, le quali non dovrebbero tardare ad arrivare, poiché giova ricordare che il solstizio d'estate è oramai alle porte e una nuova stagione, anche per l'obbligo delle mascherine, pare proprio sia in procinto d'iniziare.

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