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Pubblicato il nuovo decreto-legge: ecco quando scatta la zona arancione o rossa

Il decreto modifica i parametri per i quali una Regione viene definita zona arancione o rossa

Il decreto-legge 5 gennaio 2021, n. 1 approvato lunedì sera dal governo è stato infine pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e da oggi, mercoledì 6 gennaio, è in vigore. Le disposizioni riguardano però il periodo che va dal 7 gennaio fino al 15, pertanto le nuove norme sugli spostamenti, ad esempio, produrranno effetti concreti da giovedì. Il decreto-legge è però molto importante anche perché interviene nel ridefinire quelli che sono i parametri per l'assegnazione a ciascuna Regione della relativa fascia di rischio, dunque del suo "colore", assegnando pertanto le connesse misure restrittive previste dalle tre zone, la gialla, arancione e rossa.

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Il prossimo monitoraggio nazionale avverrà venerdì 8 gennaio, in seguito il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe firmare una o più ordinanze con le quali assegnare a ciascuna Regione la relativa "colorazione". Per attribuire la zona arancione o rossa ad un territorio, il ministro utilizzerà per l'appunto i nuovi parametri stabiliti dal decreto-legge 5 gennaio 2021, n. 1. In estrema sintesi possiamo dire che a partire dal prossimo monitoraggio sarà molto più semplice, sulla base dei dati epidemiologici, per una singola Regione ritrovarsi in zona arancione oppure in zona rossa. In sostanza, infatti, il nuovo decrreto-legge ha abbassato le soglie limite previste per il "cambio di fascia". Vediamo di capire, per quanto possibile, i tratti principali del nuovo sistema.

Al comma 2 dell'Art. 2 del nuovo decreto-legge si legge che il ministro della Salute «applica a una o più Regioni nel cui territorio si manifesta un'incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti» delle misure specifiche a seconda degli scenari di rischio presenti. Vale allora la pena ricordare che gli "scenari" di cui si parla sono quelli individuati e descritti in un lungo e complesso documento stilato dall'Istituto Superiore di Sanità dal titolo "Prevenzione e risposta a Covid-19 evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale". Gli "scenari" qui individuati sono quattro e variano a seconda anzitutto dell'indice "Rt" (erre con t) presente in un territorio, cioè dell'indice di trasmissibilità del virus nel corso del tempo in una determinata area. Semplificando al massimo, se "Rt" è uguale a 1 in sostanza significa che in quella zona una persona positiva al virus ne arriva a contagiare un'altra. 

Il decreto-legge 5 gennaio 2021 dispone quindi che ad un territorio che abbia, anzitutto, un'incidenza dei contagi pari ad almeno 50 positivi ogni 100 mila abitanti, si applichino:

  • «Le misure di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, se lo scenario è almeno di tipo 2 e il livello di rischio è almeno moderato».
  • «Le misure di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, se lo scenario è  almeno di tipo 3 e il livello di rischio è almeno moderato».

Traducendo dal "burocratese" e semplificando al massimo, quello che si evince è questo: le misure dell'Art.2 del Dpcm dello scorso 3 dicembre altro non sono che le norme della zona arancione, mentre quelle dell'Art.3 sono quelle della zona rossa. Pertanto affinché una Regione finisca in zona arancione è sufficiente che presenti uno scenario di "tipo 2" e con livello di rischio "moderato". Cosa dice il documento dell'Istituto Superiore di Sanità sullo scenario di tipo 2? Moltissime cose, ma quella essenziale è che i «valori di Rt regionali» sono «prevalentemente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25». Allo stesso modo, affinché una Regione finisca in zona rossa è da domani sufficiente che presenti uno scenario di "tipo 3" con livello di rischio "moderato". Che cosa significa secondo il documento dell'Istituto Superiore di Sanità? Anche in questo caso semplificando al massimo, si legge che nello scenario di tipo 3 i «valori di Rt regionali» sono «prevalentemente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5».

Dunque riassumendo: Regioni con incidenza di positività pari a 50 casi ogni 100 mila abitanti:

  • Se indice Rt è compreso tra 1 e 1,25 e il rischio è "moderato" = zona arancione.
  • Se indice Rt è compreso tra 1,25 e 1,5 e il rischio è "moderato" = zona rossa.

Giusto per comprendere bene l'inasprimento della normativa, ricordiamo brevemente i dati dello scorso monitoraggio: nella maggioranza delle Regioni vi era «un rischio Moderato o con alta probabilità di progressione a rischio Alto», in Veneto poi ad esempio l'incidenza di positività era fissata negli ultimi 14 giorni a 968.64 per 100.000 abitanti (ben oltre i 50 casi dunque) e l'indice Rt della nostra Regione era indicato essere pari a 1,08. Al tempo il Veneto è rimasto zona gialla, con gli stessi dati ma i nuovi parametri sarebbe invece stato zona arancione. Venerdì 8 gennaio il nuovo monitoraggio della Cabina di regia nazionale sarà quindi fondamentale.

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