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Elezioni regionali, Sardine: «Serve un unico fronte comune anti-Lega»

Il movimento che ha riempito piazze anche nella nostra regione lancia un appello all'unità di tutte quelle forze che vogliono «un Veneto nuovo e diverso»

Sardine in piazza a Padova

Il Partito Democratico ha scelto il suo candidato per le elezioni regionali del Veneto. È Arturo Lorenzoni, professore universitario e attuale vicesindaco di Padova. Sarà lui a sfidare Luca Zaia, attuale presidente regionale alla ricerca di un terzo mandato. Zaia, al momento, non vuole parlare di elezioni, ma vuole portare a termine la propria amministrazione nel miglior modo possibile, così da potersi giocare la carta del «buon governo» in campagna elettorale.
Lorenzoni, invece, potrebbe giocarsi la carta delle Sardine, il movimento che pare sia stato decisivo nella vittoria del candidato di centrosinistra Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna e che vorrebbe ripetersi anche in Veneto. «Ma non c'è più un minuto da perdere», scrivono le Sardine venete dopo aver lanciato un'appello all'inizio di questo mese di febbraio. «Sono molti i cittadini Veneti che hanno risposto, condividendo le nostre parole e mettendosi a disposizione», proseguono i rappresentanti regionali di questo giovane movimento.

È indispensabile creare subito il percorso di alternativa alla Lega - scrivono le Sardine del Veneto - Ciò che invece sembra ancora trionfare sono divisioni e tatticismi davvero distanti dalle piazze che si sono riempite di speranza in tutta la Regione. Non possiamo essere pesci muti e siamo increduli davanti ai personalismi che fermano un cammino nuovo per il Veneto, un cammino che va fatto assieme e che deve essere aggregante di passioni e spinte diverse: dai movimenti ecologisti e sociali fino ai mondi della passione civica da cui sono arrivati importanti segnali e disponibilità, per arrivare alla costituzione di un unico fronte comune. Chi si assume la responsabilità di continuare a bloccare questo meccanismo con azioni incomprensibili, evitando la corrente che può mettere a sistema talmente tante energie da poter incidere realmente sulle elezioni regionali, si sta facendo carico di un errore imperdonabile, e continua a lasciare spazio ad una politica urlata e violenta. Vogliamo una politica coraggiosa, inclusiva, che sappia guardare avanti e che possa finalmente vincere le sfide perse in tutti questi anni. Vogliamo essere cittadini protagonisti nella costruzione di un Veneto diverso da quello che è stato fino ad ora. Speriamo che prevalga il senso di responsabilità e facciamo appello a chi ha il potere di decidere, per uscire da questo stallo, perché non c’è più tempo da perdere. Noi ci siamo e siamo pronti a mobilitarci per dar voce a chi si sente solo e a chi vuole nuotare verso la costruzione di un Veneto nuovo e diverso, per dar voce a chi resta attonito davanti a bracci di ferro e distinguo che sono lontanissimi dal sentire comune. Chi crede nella partecipazione e nella solidarietà non può restare da solo in questo mare.

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