Recupero dell'Arsenale, il project financing non piace a PD e Battiti

I consiglieri democratici accusano l'amministrazione di pressapochismo. L'associazione invece preferirebbe una gestione pubblica, attingendo a finanziamenti statali ed europei

La giunta di Verona ha approvato il project financing per la riqualificazione dell'Arsenale, ma "su quale progetto di recupero il consiglio sarà chiamato a votare?", si chiedono i consiglieri PD Elisa La Paglia ed Eugenio Bertolotti.

"Se il progetto è lo stesso che gira da circa un anno, va detto che non è a costo zero per il Comune il quale, oltre ai 14 milioni del contributo iniziale, dovrà pagare nel corso del tempo 12 milioni di euro per gli affitti al concessionario più altri 6 milioni di euro per le manutenzioni ordinarie, per un totale che supera i 30 milioni di euro - continuano i due consiglieri - La cosa peggiore è che le destinazioni urbanistiche sono ancora avvolte da nebbia fitta. E come si finanzieranno i costosissimi traslochi della parte museale se ad oggi ai musei si lesinano i soldi per fare le attività? Sono aspetti che tocca al Comune chiarire, se avesse un progetto, non certo al privato che fa semplicemente il suo mestiere di investitore. A causa di questo pressapochismo rischiamo di perdere l’occasione per creare un polo in grado di aumentare e diversificare l’offerta turistica della città e valorizzare il quartiere in cui è inserito".

"Riteniamo poco sensata e poco funzionale la proposta attualmente in discussione, che risulta sbilanciata nelle modalità di cofinanziamento del privato e poco sostenibile nella ripartizione degli spazi, che privilegiano in maniera sostanziale la parte commerciale - interviente l'associazione Battiti - Siamo convinti che il problema principale sia oggi quello della messa in sicurezza del manufatto utilizzando i 12 milioni di euro, ottenuti, appositamente, dalla vendita di Palazzo del Capitanio e che gli interventi di bonifica e ristrutturazione necessari, debbano anticipare qualsiasi altra ipotesi di destinazione d’uso. Sul fatto che qui vi debba essere una sede museale non vi è alcuna discussione. Così come è pacifico che parte degli spazi interni ed esterni vadano messi a disposizione della comunità per attività culturali e ricreative. Il Comune deve procedere rapidamente ad un intervento che blocchi il progressivo deterioramento della struttura e contemporaneamente riaprire una riflessione sull’opportunità di assumersi l’onere di una gestione diretta anche del futuro dell’Arsenale, piuttosto che riconsiderare termini e condizioni di una nuova ipotesi di project financing. In tal caso si può prevedere, in piena condivisione con il territorio e la cittadinanza in relazione ai contenuti da inserire, il coinvolgimento degli ordini professionali per costruire una progettazione in grado di accedere a finanziamenti europei e statali".

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