Doppio affondo del PD sul filobus contro Tosi: "Maldestra incapacità di gestione"

I parlamentari Zardini e Rotta attaccano il sindaco di Verona sulla lentezza dell'avanzamento del progetto. I consiglieri comunali Bertucco e Bertolotti intervengono sui nodi urbanistici irrisolti

Doppio intervento a firma PD sul filobus, dopo la visita del sindaco di Verona Flavio Tosi al Premier Renzi

I primi a parlare sono i parlamentari Diego Zardini e Alessia Rotta, che si concentrano sulla richiesta di Tosi di modificare il codice della strada per permettere la circolazione a mezzi lunghi 24 metri: "Giunti a questo punto del procedimento, di tutto abbiamo bisogno fuorché di un nuovo tormentone sulla lunghezza dei mezzi che tanto assomiglia ad un tentativo di scaricabarile. Tosi sa benissimo che non è possibile avere capra e cavoli insieme: se davvero il sindaco vuole soddisfare in maniera efficace la domanda di mobilità dei veronesi con carrozze da 24 metri, elettrifichi l'intero percorso. In questa maniera non ci sarebbe bisogno di nessuna deroga del Ministero".

I due parlamentari pungono poi Tosi sui ritardi: "Stupisce che negli otto anni in cui il progetto è rimasto allo studio di Comune e Amt, nessuno si sia mai premurato di chiedere in merito il parere della Soprintendenza. Il punto è che Tosi è dovuto andare alla corte di Renzi, di un governo a guida PD, per sbloccare i soldi del Cipe e per l'ennesima volta cercare di riprendere per la collottola i finanziamenti e il filobus la cui storia travagliata è frutto di manifesta maldestra incapacità di gestione, una responsabilità politica altrettanto chiara".

Il secondo intervento sempre del Partito Democratico è sui nodi urbanistici ancora irrisolti, su cui incalzano i consiglieri comunali Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti: "Siamo davvero sicuri di voler andare avanti per un altro anno e mezzo in questa maniera, interrogando ogni mattina gli umori del sindaco per sapere se a San Paolo si farà o no la galleria pedonale, se a Borgo Venezia ci sarà lo sdoppiamento del percorso, se il filobus passerà da via Rosa Morando senza incastrarsi, se potrà coesistere le con due corsie di Via Mameli, se i mezzi saranno di 18 o 24 metri? E questo perché in due mandati amministrativi la giunta Tosi non ha trovato il tempo di validare un nuovo progetto. Dopo tanti annunci - concludono Bertucco e Bertolotti - non si conosce ancora il costo finale dell'opera impedendo ogni comparazione costi-benefici rispetto a soluzioni differenti. Si procede all'apertura dei cantieri sulla base del vecchio progetto della tramvia di Zanotto che Tosi e i suoi hanno ripudiato fin dall'inizio, ma che evidentemente non hanno avuto la capacità di sostituire con nulla di più convincente"

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