Ancora scontro sul filobus. Per il PD Tosi si è accorto tardi di tanti problemi

I consiglieri comunali Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti criticano il sindaco che ha scaricato sull'ex assessore Corsi le responsabilità dei ritardi del progetto

A una settimana dalla consegna dei cantieri all'Ati, il Progetto Filobus rimane terreno di scontro politico. Il sindaco di Verona Tosi ha annunciato che in settimana s'incontrerà con il Premier Renzi e chiederà la modifica del codice della strada che permetta la circolazione di mezzi da 24 metri. Tosi ha anche replicato al suo ex assessore Corsi, dicendo che da quando è lui in persona ad occuparsi del filobus, il progetto va avanti, mentre negli otto anni in cui se n'è occupato Corsi non si vedevano progressi. E sui problemi ai parcheggi scambiatori, Tosi ha promesso che saranno risolti uno dopo l'altro.

Ora però Tosi si deve difendere anche dall'attacco del PD, che interviene ancora su questo tema con i consiglieri comunali Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti: "Come certi studenti poco diligenti che all'ultima settimana di scuola pretendono di riparare ai brutti voti cumulati nel corso dell'anno, così Tosi si accinge soltanto adesso, ad un anno dalla fine del suo secondo mandato, a metter mano ai tanti nodi che il progetto del filobus si è lasciato alle spalle, senza risolvere i quali l'effettivo avvio dei cantieri diventa una chimera o, nella migliore delle ipotesi, un salto nel buio".

"Noi lo diciamo da anni - continuano Bertucco e Bertolotti - Tosi invece soltanto adesso si accorge che deve dialogare con Roma per avere la modifica del codice della strada che consenta di mettere in strada vetture da 24 metri in assenza delle quali il filobus sarebbe meno competitivo di un autobus doppio. Se poi volesse guardarli circolare, al ritorno da Roma vada a farsi un giro a Padova o Venezia, dove però hanno fatto scelte più meditate".

"Soltanto oggi - aggiungono i due esponenti del PD - il sindaco ammette i problemi con i parcheggi scambiatori e si accorge che in Via XX Settembre il nuovo mezzo scelto soffre delle stesse criticità della tramvia (che i parcheggi scambiatori però aveva inseriti nel progetto). All'elenco di criticità fatto dal Sindaco aggiungiamo pure il mancato ascolto delle Circoscrizioni, in particolare della Sesta dove ancora si attendono soluzioni in merito alla strettoia di via Rosa Morando e allo sdoppiamento del percorso su via Badile-Via Pisano e viale Spolverini".

Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti elencano poi una serie di problemi ancora sottovalutati tra cui: "la mancanza di corsie preferenziali in grado di garantire adeguata velocità commerciale al mezzo; un piano della cantierizzazione, il cui impatto non sarà lieve; alternative al venir meno delle innovazioni tecnologiche inizialmente previste; la questione dei costi di manutenzione, sollevata dalla stessa Atv; l'inutilità delle opere a cui sono legati i parcheggi scambiatori di Verona Est e Cà di Cozzi; l'incidenza di tutte queste modifiche e varianti sul costo finale dell'opera".

E sulla polemica tra Tosi e Corsi i due consiglieri PD chiosano: "Poco credibile appare il tentativo di affibbiare la responsabilità politica di tutte queste mancanze all'ex assessore Enrico Corsi, che pure non può pretendere di dare lezioni a nessuno constatata l'incapacità di venire a capo dei problemi. Ricordiamo tuttavia che non fu allontanato dalla giunta per non aver fatto nulla in otto anni, ma per essersi rifiutato di fare abiura politica. Soprattutto occorre evidenziare che una buona dose dei problemi irrisolti (competitività del mezzo, necessità di deroga, parcheggi scambiatori) discende direttamente dalla scelta di cambiare il progetto originario della tramvia che Tosi e Corsi nel 2007 trovarono cantierabile con mezzi da 24-32 metri e parcheggi scambiatori inclusi".

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