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Le bandiere di Forza Nuova su Porta Palio (Foto di repertorio)

Le bandiere di Forza Nuova su Porta Palio (Foto di repertorio)

Convegno di Forza Nuova, Toffali si difende. PD: «Si arrampica sugli specchi»

L'assessore non si sente imbarazzata, anzi è amareggiata per le polemiche sorte dopo la concessione di una sala a Porta Palio per l'evento forzanuovista. E il Partito Democratico la attacca ancora

Nessun imbarazzo, solo un po' di amarezza per le polemiche sorte subito dopo la concessione di una sala per il convegno di Forza Nuova «Verona, Vandea d'Europa». Questo ha espresso l'assessore Francesca Toffali, vicepresidente della Società di Mutuo Soccorso, associazione che ha in gestione Porta Palio e che ha dato a Forza Nuova lo spazio per il convegno.
Toffali ha ricordato che l'associazione in passato ha dato spazio anche ad altre formazioni politiche e questo non aveva generato lo scandalo seguito all'evento forzanuovista. L'assessore ha ribadito che con Forza Nuova sono state applicate le stesse regole applicate per altri incontri, come quello avvenuto nel 2016 con Monica Cirinnà, la parlamentare firmataria della legge sulle unioni civili.
E a coloro che hanno polemizzato sul doppio ruolo di Toffali, quello di assessore e di vicepresidente della Società di Mutuo Soccorso, lei ha risposto che da parte del Comune di Verona non c'è stata alcuna interferenza.

Una posizione quella dell'assessore Toffoli criticata ancora dai consiglieri comunali del Partito Democratico.

Toffali si arrampica sugli specchi quando cerca di separare il proprio ruolo di assessore da quello di vicepresidente dell'associazione di Mutuo Soccorso - scrive il capogruppo PD Federico Benini - Inoltre smarrisce il senso del ridicolo quando paragona Monica Cirinnà relatrice di una importante legge che ci ha avvicinato all'Europa, agli intolleranti di Forza Nuova e ai loro amici ultra-nazionalisti dell'Europa orientale, le cui azioni contro migranti, donne e minoranze etniche sono state condannate da tutti gli organismi internazionali.

Benini ha descritto la giornata di sabato 24 novembre a Verona come una «sfilata dell'intolleranza, resa possibile dall'atteggiamento dell'amministrazione comunale che non si è opposta al corteo malgrado le perplessità della questura e della prefettura».

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