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Protesta dei lavoratori della Avio Handling al Catullo

Protesta dei lavoratori della Avio Handling al Catullo

Verona, fuga dal Catullo dei soci veronesi e intanto i 90 lavoratori Avio sono sull'orlo del baratro

Il Banco Popolare pronto ad uscire dalla società che gestisce lo scalo di Villafranca. Via anche la Camera di Commercio di Brescia. Indecisioni da Cariverona. Il Comune incontra gli ex dipendenti a cui la Cassa integrazione scade a fine anno

In ottemperanza alla mozione presentata dai capigruppo Pd e Sel, Michele Bertucco e Mauro De Robertis, approvata dal Consiglio comunale di Verona a larga maggioranza il 22 agosto, lunedì prossimo 29 settembre, l'assessore alle Partecipate del Comune scaligero, Enrico Toffali, incontrerà i lavoratori della "Avio Handling Srl" in Cassa integrazione con scadenza il 31 dicembre 2014. Il documento impegna la Giunta a fare ogni tentativo per ottenere il reintegro dei lavoratori nell'organico dell'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca. Senza posto di lavoro, dopo il fallimento della società che si occupava dei servizi a terra, sono 90 veronesi. “L'ingiustizia è evidente – commentano i consiglieri Pd Bertucco e Fabio Segattini –. Mentre un centinaio di famiglie rischiano di finire sul lastrico a causa della malagestione di questi anni, i colpevoli politici della debacle gestionale e finanziaria dello scalo nei cui confronti si attendeva l'azione di responsabilità da parte del nuovo cda, sono più protetti e liberi di prima”.

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“Intanto - aggiungono i consiglieri – stiamo assistendo alla progressiva uscita di scena dei soci veronesi: l'assenza di un piano industriale serio e le perplessità sull'operazione di aumento di capitale lanciata dai vertici del Catullo per evitare la gara ad evidenza pubblica europea, allontana l'adesione dei maggiori soci privati: Banco Popolare e Fondazione Cariverona, col risultato di rendere ancora più penalizzante per Verona la redistribuzione dei pesi all'interno della nuova compagine societaria. Le difficoltà degli enti pubblici veronesi sono note, del resto essi hanno già combinato guai a sufficienza facendo sbordare un sacco di quattrini ai contribuenti veronesi“ concludono Bertucco e Segattini.

NUOVA GOVERNANCE - I consiglieri del Pd fanno riferimento alla richiesta dei due soci veronesi, a cui si aggiunge la Camera di Commercio di Brescia, di uscire dalla compagine dell'aeroporto. Anche la Fondazione Cariverona, che detiene il 4,21% delle quote della Catullo, sarebbe vicina ad uscire: non aveva sottoscritto l'accordo sull'aumento di capitale al momento dell'ingresso della società veneziana Save. In ogni caso quest'ultima non potrà superare la quota del 35% dell'azionariato e la maggioranza sarebbe comunque lasciata ai soci pubblici scaligeri (Comune, Provincia e Camera di Commercio) più la Provincia di Trento che si sono riuniti sotto la società neocostituita "Aerogest". Nel caso in cui Banco Popolare decidesse di andare per la sua strada, la Catullo dovrebbe liquidare almeno 4 milioni di euro (l'aeroporto è valutato 100 milioni, mentre la quota del BpVr è del 4,2 percento). I nuovi assetti della governance della società che si occupa dello scalo, già definito strategico dal Ministero delle Infrastrutture, verranno ufficializzati dopo l'assemblea fissata al 13 ottobre.

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