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Verona, "avete 76 famiglie sulla coscienza": si alza la protesta dei lavoratori Avio del Catullo

A dicembre scadrà la Cassa integrazione e 150 lavoratori rischiano il posto, venendo licenziati. Chiedono di venire "assorbiti" con iniziative future di rilancio aeroportuale. Il Pd: "Dal Comune solo parole. Nulla è stato fatto"

Una corsa contro il tempo per garantire l'occupazione all'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca. Sindacati, rappresentanti dell'azienda e lavoratori in prima linea ma in modi diversi. Così, mentre Cgil, Cisl e Ugl discutevano nella sede di Confindustria Verona con il direttore generale dell'aeroporto, Carmine Bassetti, in piazza Cttadella un gruppo di cassintegrati della "Avio Handling", la società in liquidazione che gestiva i servizi a terra, sono tornati a protestare con striscioni e magliette che riportavano la scritta "Si Save chi può" facendo riferimento all'accordo per l'entrata nella compagine societaria del Catullo del Gruppo veneziano e il recente aumento di capitale. Chiedono un Piano industriale di rilancio per venire "assorbiti" dalle nuove iniziative aeroportuali.

Sulla vicenda vuole chiarezza il Partito Democratico di Verona che ricorda che nel settembre 2013, su iniziativa dei capogruppo Michele Bertucco, il Consiglio comunale di Verona aveva impegnato la Giunta Tosi ad “attivarsi per garantire l'occupazione dei 90 lavoratori e lavoratrici di Avio Handling in cassa integrazione a zero ore”.

Il 26 giugno scorso, è stata richiesta la convocazione di una commissione di verifica, che si terrà a settembre, dopo la pausa agostana. "Sarà quella l'occasione (ad un anno esatto dagli impegni assunti) per capire che cosa ha fatto in concreto l'amministrazione e verificare quali iniziative sono messo in atto per garantire l'occupazione - spiega Bertucco -. A parole i lavoratori Avio sono stati rassicurati centinaia di volte ma fino ad oggi, se non fosse stato per l'interessamento del Pd e del centrosinistra di Sel, non si sarebbe visto alcun progresso nella vertenza. Continueremo a vigilare affinché le colpe della cattiva politica e della cattiva amministrazione che hanno portato il nostro scalo sull'orlo del precipizio e gettato nel disagio un centinaio di famiglie non vengano riversate su chi ha lavorato per bene e per davvero".

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