Fallimento Mercatone Uno, nuovo tavolo in Regione per tutelare i dipendenti

Dopo due incontri al Ministero dello sviluppo economico (Mise), giovedì 6 giugno, la Regione Veneto ha convocato sindacati, fornitori, associazioni dei consumatori e i rappresentanti dei Comuni veneti interessanti, tra cui Legnago

Il Mercatone Uno di Legnago (Foto Gmaps)

Dopo due incontri interlocutori a Roma, nella sede del Ministero dello sviluppo economico (Mise), un nuovo tavolo è stato organizzato per giovedì prossimo, 6 giugno, alle 14.30 nella Direzione Lavoro della Regione Veneto, a Venezia. Ad annunciarlo è stato l'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan e al centro ci sarà sempre la situazione dei lavoratori di Mercatone Uno, azienda fallita senza preavviso e che solo in provincia di Verona lascerebbe senza lavoro 37 dipendenti. «Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza - ha sottolineato l'assessore - e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile questa criticità economica e occupazionale. Renderemo noti gli esiti dei due incontri di Roma e ai quali è sempre stata presente la nostra unità di crisi».

All'incontro di giovedì prossimo sono stati invitati i rappresentanti dei Comuni veneti nel cui territorio hanno sede i punti vendita di Mercatone Uno. Nel Veronese, di questi punti vendita ce n'è solo uno, a San Pietro di Legnago. Oltre ai rappresentanti dei Comuni, ci saranno anche le organizzazioni sindacali e le associazioni dei consumatori e dei fornitori. «Ci sono troppe zone d'ombra in questa vicenda - ha concluso Donazzan - e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati. Saremo molto presenti sui tavoli del Ministero, a cui chiediamo il massimo dellìattenzione e della trasparenza nelle relazioni».

Intanto, il caso Mercatone Uno è diventato oggetto anche di attacchi politici, rivolti al ministro Luigi Di Maio dal Partito Democratico. I deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini hanno dato dell'incompetente a Di Maio perché «non ha vigilato sul mancato rilancio e sui mancati investimenti, ma ora non sta neppure utilizzando tutti gli strumenti necessari per salvaguardare i posti di lavoro. Ora Di Maio la smetta di piangersi addosso per i risultati elettorali, che sono tali anche per la sua dimostrata incompetenza a governare, e inizi a occuparsi di ciò per cui è pagato dagli italiani».

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