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Commercio, le vendite al dettaglio crollano ancora: -6,8%

Ordinativi in calo (-8,6%), stabile l’occupazione (+0,2%). Imprenditori meno pessimisti. Il presidente di Unioncamere, Bianchi: "Rinvio dell'Iva darà un po’ di respiro, ma in cinque mesi chiusi 1800 negozi"

Nel primo trimestre 2013, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 1.193 imprese con almeno 3 addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato ancora una flessione del -6,8% (-7,8% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2012. La marcata contrazione dei consumi è ascrivibile a tutti i segmenti, ma la performance peggiore si registra nel commercio al dettaglio dei prodotti non alimentari e alimentari, rispettivamente del -9,3% e -8,5%. Meno pesante la flessione dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-4,7%).
 
AUMENTI - Continua l’aumento dei prezzi di vendita (+0,3%) con variazioni più marcate per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+1,2%) e commercio al dettaglio alimentare (+0,7%), mentre risultano in diminuzione per commercio al dettaglio non alimentare (-1,2%). Per quanto riguarda le dimensioni, la variazione ha evidenziato un aumento maggiore per le medie e grandi superfici (+0,9%), mentre per le piccole dimensioni si registra un calo del -0,6%. In linea col fatturato, gli ordinativi hanno segnato una netta flessione del -8,6% (era -7,1% nel trimestre precedente) su base annua. La performance peggiore è stata rilevata nel commercio al dettaglio non alimentare (-10,3%), seguito da quello alimentare (-8,4%). Migliore, ma sempre negativo, l’andamento per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-6,3%). Sotto il profilo dimensionale, i più colpiti risultano i punti vendita di piccole dimensioni (-9,7%). Stabile la dinamica dell’occupazione, che fa segnare un +0,2% su base annua. La variazione lievemente positiva è ascrivibile all’andamento registrato per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,5%), mentre commercio al dettaglio alimentare e non alimentare hanno segnato rispettivamente cali del -2,4% e -0,9%. La variazione positiva delle medie e grandi superfici (+0,5%), non ha compensato la contrazione delle piccole aree commerciali (-1,5%).

 
PREVISIONI - Pessimismo fra gli imprenditori, anche se meno marcato. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione di vendite e ordinativi è rispettivamente -34,5 punti percentuali (contro il -55,3 del trimestre precedente) e -41,2% (-50,5 nel trimestre precedente). In miglioramento le aspettative sull’occupazione che segnano un -9,2% contro il -12,3% precedente. Per i prezzi di vendita si passa dal +7,2 a -5,3. "Il 2013 - spiega Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto - è iniziato con una nuova flessione delle vendite al dettaglio (-6,8% su base annua), che si aggiunge a quelle già evidenziate nel corso del 2012. Il peso della crisi economica è ricaduto tutto sulle famiglie, che continuano a perdere potere d’acquisto. Il rinvio al primo ottobre dell’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% darà un po’ di respiro al settore commerciale ed eviterà, almeno parzialmente, un ulteriore calo dei consumi in Veneto, stimato in 122 milioni di euro nel 2013 e di 259 milioni nel 2014. A questo vanno però aggiunte le numerose chiusure di esercizi commerciali che, tra gennaio e maggio 2013, hanno interessato oltre 1.800 negozi nel solo Veneto (circa 12 al giorno) con un saldo tra nuove aperture e chiusure risultato negativo per quasi 800 unità. In questo quadro di grande incertezza, nei primi tre mesi dell’anno l'occupazione rimane stabile (+0,2%), un dato che fa ben sperare per i prossimi mesi».

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