Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca San Martino Buon Albergo / Piazza del Popolo

L’Alta Velocità mette in moto i sindaci di Verona Est: preoccupazione per i futuri disagi

A San Martino Buon Albergo si è tenuto un incontro di coordinamento per giungere a una soluzione progettuale condivisa sul tracciato della linea ferroviaria AV/AC Torino-Venezia che attraverserà l'area ad est della provincia veronese.

Oggi, nella Sala Consiliare del Municipio di San Martino Buon Albergo, si è tenuto il primo Tavolo per parlare della linea ferroviaria AV/AC (Alta Velocità/Alta Capacità) Torino Venezia, con lotto funzionale Verona-Vicenza. All’incontro erano presenti il presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello, il responsabile Rfi per la progettazione della rete AV/AC, tratto Verona-Padova, Franco Bocchetto, i rappresentanti di Iricav 2, consorzio che ha in concessione la progettazione e la realizzazione della tratta Verona–Padova, e i primi cittadini di San Martino Buon Albergo, San Bonifacio, Zevio, Belfiore e Caldiero, Valerio Avesani, Giampaolo Provoli, Diego Ruzza, Davide Pagangriso, e Giovanni Molinaroli.

I sindaci erano presenti per sollecitare Rfi a modificare, secondo le esigenze dei rispettivi Comuni, il tracciato che attraversa 26 chilometri nel territorio veronese, nella tratta che va da Porta Vescovo a Lonigo (in provincia di Vicenza), di cui 16 in aperta campagna e 10 in affiancamento alla rete ferroviaria storica. Il presidente Pastorello ha sottolineato che non ci sono Comuni contrari all’alta velocità, “ma ci sono forti preoccupazioni da parte degli enti locali sull’impatto che essa potrà avere nei vari territori. Il coordinamento ha la funzione di sollecitare Rfi a modificare l’attuale tracciato, assecondando le esigenze dei sindaci, che sono quelle di ridurre il più possibile l’impatto dell’alta velocità sulla vita dei cittadini”.

Il ritrovo della mattinata ha avuto pertanto come obiettivo quello di “avviare un coordinamento tra i Comuni, condividendo le informazioni e le analisi – afferma Avesani - per giungere a una soluzione progettuale che sia rispettosa delle esigenze dei territori interessati dall’opera”. Secondo Pastorello questo è un treno da non perdere e un punto di equilibro tra le esigenze progettuali di una linea ferroviaria considerata strategica per il futuro economico di tutta la regione va trovato in fretta.

“Nell'incontro di oggi – spiega Pastorello - abbiamo cercato di condividere opinioni e preoccupazioni attraverso un dialogo costruttivo e propositivo. Tutti gli amministratori locali si sono dichiarati disponibili alla ricerca di punti d'incontro. Quello di oggi è un inizio che ci fa ben sperare, perché l’esigenza primaria è quella di non perdere tempo. La prossima azione sarà, quindi, quella di programmare una serie di incontri tra amministrazioni locali e tecnici, affinché le parti interessate possano confrontarsi direttamente e trovare un accordo congiunto per quanto riguarda le singole problematiche. Lo scopo è quello di individuare soluzioni accettabili per mitigare l'impatto ambientale sul territorio e azzerare le possibili ricadute negative sulla vita economica e la qualità della vita dei cittadini. La Provincia, Ente di area vasta, si mette a disposizione per cercare di coordinare le risposte e soddisfare le esigenze di tutti. Per questo gli amministratori interessati all’opera si sono dichiarati pronti al confronto, su ogni aspetto, per individuare le soluzioni migliori”.


Non bisogna perdere tempo, entro l’anno va chiusa la fase di progettazione perchè i cantieri verranno aperti dal 2016. “C’è un margine di tempo per ascoltare le esigenze dei sindaci – afferma Bocchetto del Rfi - collaboreremo fin da subito con loro”. Secondo i tecnici di Rfi la durata dei lavori potrà essere di 6 o 7 anni. “Quello che vogliamo evitare è che i cantieri, una volta aperti, rimangano fermi. Per questo i tempi di realizzazione dell’opera dovranno essere il più possibile rapidi”.

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