Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, cantieri del filobus in autunno. Intanto si indaga sulla tranvia

Nella prima seduta settembrina del Consiglio comunale si discuterà della variante di 600 metri al percorso. Sulla Sitram indaga ancora la Corte ei Conti: la società causò danno erariale. Il Comune ricorre agli avvocati

Per spiegare efficacemente la situazione del filobus basterebbe usare una frase "fatta": è ancora al capolinea. Al di là dell'effetto della battuta, tuttavia, il problema della linea è più che mai attuale e i tempi, quelli programmati dal Comune, si stanno stringendo. Alla prima seduta del Consiglio di Palazzo Barbieri, a settembre, verrà esaminata la variante urbanistica e in autunno sarà possibile notare il primo cantiere. Almeno è quello che spera l'assessore alle Infrastrutture, Enrico Corsi, che ha anche delega alla Mobilità veronese. In campo si dovranno mettere 120 milioni, di cui una settantina finanziati dallo Stato. Si dovrà quindi attendere il via libera dal Ministero dei Trasporti per "cantierare". Nodo critico da vagliare è quello del deposito mezzi alla Genovesa, su cui la Conferenza dei servizi aveva sollevato perplessità e imposto variazioni. Ivi comprese quelle per il percorso in zona Fiera, che necessita della variante per allungarne il tracciato di 600 metri, comprendendo quindi anche via Spolverini e via Pisano. Il Comune ha già preventivato tutto: i lavori più ostici, ovvero quelli che potrebbero causare maggior disagio a cittadini e traffico, sono quelli per il sottopasso in via Città di Nimes. Secondo Corsi verranno iniziati la prossima estate. In totale il filobus occuperà operai e strade per circa tre anni. Nelle intenzioni dell'amministrazione, quindi, nel 2016 si potrà godere del nuovo mezzo pubblico. I chilometri interessati, come spiegano i quotidiani locali, sono poco meno di 24, passando da San Michele fino allo Stadio e al Policlinico di Borgo Roma.

IL CASO TRANVIA - Intanto calano sempre più ombre sull'ex progetto della tranvia, per la cui costruzione era stata formata una società apposita grazie ai finanziamenti di oltre un milione di euro. Lo stesso denaro che ora è oggetto di contenzioso per un presunto "buco" lasciato nei bilanci del Comune e di Amt. Sul caso era intervenuta, anni fa, la Corte dei Conti che in queste ultime fasi dell'indagine ha chiamato in causa anche l'ex sindaco, Michela Sironi Mariotti e l'ex assessore alle Società partecipate, Luca Darbi. A decidere di ricorrere alle vie legali sarà anche lo stesso Comune, tramite la Giunta Tosi. Il Tribunale di Verona si occuperà invece di decidere le responsabilità degli amministratori di Amt. In base all'inchiesta, la decisione di Sitram (questo il nome della società costruita ad hoc) di non utilizzare gli uffici Amt per progettare la tranvia avrebbe provocato costi esorbitanti. Si alimenta quindi il dubbio, secondo la Corte dei Conti, che la società fosse utile solo a far percepire compensi a chi ne faceva parte. Da qui l'ipotesi di danno erariale. La Sitram avrebbe assunto personale e ne avrebbe trasferito altro da Amt. Della tranvia, poi, non si fece nulla.

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